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Iran: arrivato nuovo ambasciatore saudita

Martedì 5 settembre è arrivato a Teheran il nuovo ambasciatore dell’Arabia Saudita in Iran, Abdullah bin Saud Al-Anazi

Il nuovo ambasciatore dell’Arabia Saudita in Iran, Abdullah bin Saud Al-Anazi, è arrivato martedì 5 settembre a Teheran per iniziare la sua missione. Lo ha riferito l’agenzia di stampa saudita “SPA”.

Al suo arrivo nella capitale iraniana, Al-Anazi ha affermato che le direttive della leadership saudita sottolineano l’importanza di rafforzare le relazioni. Per intensificare la comunicazione e gli incontri tra il Regno e l’Iran.

Ha aggiunto che l’Arabia Sudita cerca di spostare le relazioni tra i due paesi vicini verso orizzonti più ampi. Considerando che possiedono componenti economiche, risorse naturali e vantaggi che contribuiscono a migliorare gli aspetti di sviluppo, prosperità, stabilità e sicurezza nella regione e per il beneficio comune di i due paesi e i loro popoli.

L’ambasciatore ha sottolineato che la Visione 2030 del Regno rappresenta una tabella di marcia importante. Riflette tutti gli aspetti della cooperazione su cui è possibile costruire per migliorarla. Secondo una prospettiva strategica che stabilisce i principi di buon vicinato, comprensione, dialogo propositivo e rispetto per rafforzare la fiducia reciproca tra i due paesi.

L’Arabia Saudita e l’Iran hanno concordato a marzo di ristabilire le relazioni diplomatiche. Di riaprire le loro ambasciate dopo anni di tensioni tra i due paesi.

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Libia: ex prigioniero di Mitiga denuncia torture

Un ex detenuto della prigione libica di Mitiga, nei pressi di Tripoli, ha denunciato, tramite un video-appello rivolto alla Corte Africana dei diritti umani e dei popoli, di essere stato sottoposto a torture e sistematici abusi. E’ quanto si apprende dall’account twitter ufficiale del LNA, l’Esercito di Liberazione Nazionale guidato dal generale Haftar, che ha rilanciato il video. Rajab Rahil Abdul-Fadhil Al-Megrahi, questo il nome dell’uomo, ha spiegato nel video di essere stato tenuto prigioniero nell’estate del 2019 a Mitiga, un centro di detenzione sotto il controllo della milizia Rada, un gruppo armato alleato con il Governo di Accordo Nazionale e vicina al ministro degli Interni Fathi Bashagha. Oltre a ricordare le ripetute violenze subite, l’uomo ha affermato di essere stato torturato personalmente dal ministro Fathi Bashagha nel corso di una visita da questi effettuata nella prigione di Mitiga e di aver subito dal lui l’amputazione dell’occhio sinistro. Nella denuncia presentata lo scorso 31 maggio, Al-Megrahi ha chiesto alla Corte di aprire un’indagine per appurare le responsabilità e punire gli autori dei crimini.

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Sahara: Colombia ribadisce con nuova nota sostegno a sovranità del Marocco

La Colombia ha ribadito il riconoscimento della sovranità del Regno del Marocco su tutto il suo territorio, compreso il Sahara, e ha annunciato la sospensione del riconoscimento della sedicente “RASD”.

In una nuova dichiarazione rilasciata dal Ministero degli Affari Esteri colombiano, Bogotà ha indicato che tale decisione giunge a seguito di una “revisione sovrana” del riconoscimento della sedicente “RASD”, concesso dal precedente governo, in quanto “non riconosciuta dalle Nazioni Unite come Stato membro”, e nell’ambito del rafforzamento del partenariato strategico tra Colombia e Regno del Marocco.

Questa decisione implica che “non ci saranno contatti politici o diplomatici, né scambi di missioni, né alcun sostegno alla ‘RASD’ nei forum multilaterali, comprese le Nazioni Unite e il Consiglio di Sicurezza, dove la Colombia attualmente siede come membro non permanente”, si legge nella dichiarazione.

Bogotá ha sottolineato che questa decisione “rispetta pienamente il diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite e il quadro stabilito dalla risoluzione 2797 (2025) del Consiglio di Sicurezza in merito alla questione del Sahara”.

Questo riorientamento conferma inoltre la volontà della Colombia di “rivitalizzare le sue relazioni con il Marocco, partner da quasi cinquant’anni”, sulla base di una “visione a lungo termine” e con la convinzione di costruire una “relazione rinnovata” in cui il riavvicinamento bilaterale serva pienamente gli interessi di entrambi i popoli.

La nuova dinamica tra Rabat e Bogotá si baserà su una cooperazione “ambiziosa e concreta”, con un notevole potenziale in termini di “commercio, promozione degli investimenti, turismo, sicurezza alimentare, sviluppo portuale e logistico e rafforzamento della connettività atlantica”.

Questa decisione fa seguito anche alla partecipazione, il 7 agosto a Cali, in Colombia, del Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini all’Estero, Nasser Bourita, in rappresentanza di Sua Maestà il Re Mohammed VI, alla cerimonia di insediamento del Presidente colombiano, Abelardo de la Espriella.

Essa riflette quindi il comune desiderio del Re Mohammed VI e del Presidente Abelardo de la Espriella di aprire un nuovo capitolo nelle relazioni marocchino-colombiane, fondato su una visione strategica a lungo termine, con l’ambizione di elevare il partenariato tra i due Paesi a un livello senza precedenti.

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Sahara: Colombia annuncia cambio posizione e riconosce sovranità marocchina

La Colombia ha annunciato un cambio di posizione sulla questione del Sahara e ha ribadito il riconoscimento della sovranità del Regno del Marocco sulle sue province meridionali. Questa nuova posizione è stata annunciata venerdì durante un incontro tra il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini all’Estero, Nasser Bourita, e il Vicepresidente della Repubblica di Colombia, José Manuel Restrepo, al quale ha partecipato anche il Ministro degli Affari Esteri, Omar Bula Escobar. Il Ministro Bula Escobar ha dichiarato che la Colombia “riconosce la sovranità del Marocco sul suo Sahara”, segnando così una nuova direzione nella posizione colombiana su questo tema. Da parte sua, il Ministro Restrepo ha sottolineato che questo annuncio segna “un nuovo inizio” nelle relazioni tra Colombia e Marocco, affermando che il Regno è “il principale alleato della Colombia in Africa”. A tal proposito, ha espresso il desiderio del suo Paese di instaurare un partenariato strategico con il Marocco. Da parte sua, il signor Bourita ha definito “storica” ​​la decisione della Colombia di ritirare il riconoscimento della sedicente “RASD” e di riconoscere la sovranità del Marocco sul suo Sahara, sottolineando come essa possa dare “un grande impulso” alle relazioni bilaterali. Ha inoltre specificato che Marocco e Colombia possono fungere da piattaforme economiche reciproche, sfruttando le rispettive posizioni in Africa e in America Latina. Infine, il signor Bourita ha affermato che la sua presenza a Cali, su alte istruzioni di Sua Sahara marocchino: la Colombia annuncia un cambio di posizione e riconosce la sovranità marocchina sul suo Sahara*

La Colombia ha annunciato un cambio di posizione sulla questione del Sahara e ha ribadito il riconoscimento della sovranità del Regno del Marocco sulle sue province meridionali. Questa nuova posizione è stata annunciata venerdì durante un incontro tra il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini all’Estero, Nasser Bourita, e il Vicepresidente della Repubblica di Colombia, José Manuel Restrepo, al quale ha partecipato anche il Ministro degli Affari Esteri, Omar Bula Escobar. Il Ministro Bula Escobar ha dichiarato che la Colombia “riconosce la sovranità del Marocco sul suo Sahara”, segnando così una nuova direzione nella posizione colombiana su questo tema. Da parte sua, il Ministro Restrepo ha sottolineato che questo annuncio segna “un nuovo inizio” nelle relazioni tra Colombia e Marocco, affermando che il Regno è “il principale alleato della Colombia in Africa”. A tal proposito, ha espresso il desiderio del suo Paese di instaurare un partenariato strategico con il Marocco. Da parte sua, il signor Bourita ha definito “storica” ​​la decisione della Colombia di ritirare il riconoscimento della sedicente “RASD” e di riconoscere la sovranità del Marocco sul suo Sahara, sottolineando come essa possa dare “un grande impulso” alle relazioni bilaterali. Ha inoltre specificato che Marocco e Colombia possono fungere da piattaforme economiche reciproche, sfruttando le rispettive posizioni in Africa e in America Latina. Infine, il signor Bourita ha affermato che la sua presenza a Cali, su alte istruzioni del Re Mohammed VI, per rappresentare il Sovrano alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente, Abelardo de la Espriella, riflette l’impegno del Regno a sostenere questa nuova dinamica e a elevare le relazioni marocchino-colombiane a un livello superiore del Re Mohammed VI, per rappresentare il Sovrano alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente, Abelardo de la Espriella, riflette l’impegno del Regno a sostenere questa nuova dinamica e a elevare le relazioni marocchino-colombiane a un livello superiore.

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Marocco: intitolata a Trump la via che collega Tiznit a Dakhla

La via che collega le città marocchine di Tiznit e Dakhla è stata ufficialmente battezzata “Donald J. Trump Highway”. Si tratta di un gesto di alto valore simbolico che testimonia la profondità dei legami di amicizia tra il Regno del Marocco e gli Stati Uniti, nonché la grande stima reciproca tra il Re Mohammed VI e il presidente americano Donald J. Trump. Lo riporta l’agenzia di stampa marocchina “Map”.

In una lettera del 2 luglio 2026, il Re Mohammed VI ha informato il presidente statunitense della decisione reale di intitolare l’infrastruttura al suo nome. “Sebbene le nostre relazioni siano da sempre radicate in una stretta amicizia e in una costante fedeltà, non sono mai state così vigorose e fruttuose come durante i suoi due mandati presidenziali”, ha sottolineato il Sovrano.

Mohammed VI ha ricordato lo “storico riconoscimento” del 2020 della sovranità marocchina sul Sahara, destinata a “restare per sempre impressa nella memoria dei marocchini, di generazione in generazione”, e ha aggiunto che tale riconoscimento “ha dato un impulso senza precedenti alle nostre relazioni bilaterali”.

“In omaggio a questo gesto di amicizia e di pace, e in espressione personale della Mia Alta considerazione, ho deciso di battezzare una delle infrastrutture stradali più importanti del Regno con il nome di ‘Autoroute Donald J. Trump’. Estendendosi per oltre 1.055 chilometri, questa via è la più lunga infrastruttura stradale di tutta l’Africa”, ha precisato il Re.

L’asse strategico collega il nord e il sud del Marocco e unisce l’Europa al continente africano, unificando il Paese “proprio come la sua leadership ha avvicinato le nostre due nazioni in modo senza precedenti”.

Il presidente Trump ha risposto con un messaggio pubblicato su Truth Social il 26 luglio 2026: “Grazie a Sua Maestà Mohammed VI, Re del Marocco, altamente rispettato. Che immenso onore! Spero di avere un giorno, e spero molto presto, l’occasione di percorrere tutta la lunghezza di questa formidabile autostrada”.

Realizzata secondo standard internazionali nel quadro del nuovo modello di sviluppo delle province del Sud, lanciato da Sua Maestà in occasione del 40° anniversario della Marcia Verde, la via express collega Tiznit a Dakhla passando per Guelmim e Laâyoune. Riduce sensibilmente i tempi di percorrenza, limita le interruzioni di traffico dovute a inondazioni e insabbiamenti e facilita il trasporto di persone e merci tra le province meridionali e i principali poli economici del Regno.

Al di là della dimensione infrastrutturale, la “Donald J. Trump Highway” rappresenta una colonna vertebrale del corridoio atlantico marocchino e si inserisce nella visione reale di fare della facciata atlantica uno spazio integrato di sviluppo, cooperazione e prosperità condivisa con i Paesi africani.

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Marocco-USA: Trump a Mohammed VI, riconosco sovranità marocchina su Sahara

Il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ha inviato un messaggio al Re Mohammed VI in occasione del 27° anniversario della Festa del Trono. Lo rende noto oggi l’agenzia di stampa marocchina “Map”. Nel testo, il leader americano ha trasmesso le proprie felicitazioni al Sovrano e al popolo marocchino, sottolineando i 250 anni di storia americana e di amicizia duratura con il Marocco, “un legame forgiato nella fiducia e nel rispetto reciproco”.

Sulla questione del Sahara marocchino, Trump ha ribadito con chiarezza: “Gli Stati Uniti riconoscono la sovranità del Marocco sul Sahara occidentale e sostengono la proposta marocchina di autonomia seria, credibile e realistica come unica base per una soluzione giusta e duratura”. “Qualsiasi altra via prolunga lo status quo ed è inaccettabile. Questo contenzioso deve finire ora e gli Stati Uniti continueranno a spingere per progressi verso questo obiettivo”.

Il presidente americano ha definito la “saggia leadership” di Re Mohammed VI “un pilastro di stabilità”, lodando l’impegno costante del Marocco a favore della pace, nella lotta all’estremismo e nella protezione della sicurezza di americani e marocchini, anche attraverso il ruolo cruciale negli Accordi di Abramo. Trump ha inoltre annunciato la volontà di collaborare per la sicurezza della regione del Sahel.

Sul fronte economico, il messaggio sottolinea che la visione di sviluppo del Sovrano apre prospettive di prosperità per i due popoli e le due economie. Trump ha informato di aver incaricato le sue squadre di lavorare allo sviluppo economico e sociale con il Marocco, compreso il territorio del Sahara occidentale. Tecnologia e innovazione americane continueranno a essere partner strategici nei settori dell’energia, dell’intelligenza artificiale, dei minerali critici e della difesa.

“Insieme costruiremo una nuova era che dà priorità agli interessi dei nostri due popoli”, conclude il messaggio.

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Marocco: Mohammed VI, stabilita, industrializzazione e tecnologia le chiavi del successo

Nel discorso pronunciato in occasione della Festa del Trono, il re Mohammed VI ha sottolineato la consolidata posizione del Marocco sulla scena internazionale come “attore credibile, rispettato e ascoltato” e come operatore economico di primo piano, partner ricercato per collaborazioni equilibrate e proiettate al futuro. Il Sovrano ha collegato questa doppia legittimazione diplomatica ed economica a una maggiore capacità di azione: il Regno può ora rivolgersi ai partner “con fiducia e trasparenza”, avanzando proposte di partnership costruttive e iniziative di cooperazione promettenti, grazie anche alla strategia di diversificazione dei rapporti perseguita con impegno e responsabilità.

Il monarca ha messo in luce la trasformazione economica in atto sotto una visione di lungo periodo. Dall’auto all’aeronautica, dalle rinnovabili all’idrogeno verde, passando per batterie elettriche, agroalimentare e farmaceutica, il Marocco rafforza la propria integrazione nelle catene del valore strategiche e la sovranità economica. Stabilità e efficacia istituzionale hanno permesso risultati positivi in diversi settori, con una crescita del 4,9% nel 2025 e prospettive favorevoli per l’anno in corso. Il settore agricolo ha beneficiato di una campagna positiva grazie alle piogge, rafforzando sicurezza idrica e alimentare.

L’industria resta il principale motore: il Paese si conferma polo attrattivo per investimenti industriali, turistici e finanziari. L’automotive e l’aeronautica rappresentano ormai oltre il 40% delle esportazioni nazionali, superando i fosfati. Il Marocco è il primo esportatore auto del continente africano, con una capacità produttiva annua di circa un milione di veicoli. Nell’aeronautica punta a entrare nel ristretto circolo dei Paesi con hub specializzati nella fabbricazione di motori e sistemi di atterraggio. Nei settori del futuro, lo sviluppo di una filiera integrata di batterie elettriche anticipa le trasformazioni tecnologiche globali.

La transizione energetica è un altro pilastro: le rinnovabili devono diventare garanzia di sicurezza energetica e leva di attrattività per industrie in cerca di energia competitiva e decarbonizzata. L’Offerta Marocco idrogeno verde ha già compiuto un primo passo operativo con l’attribuzione di autorizzazioni a megaprogetti. Anche il turismo ha registrato nel 2025 un risultato storico, con quasi 20 milioni di visitatori, inclusi i membri della comunità marocchina all’estero.

Attraverso questi settori, ha concluso il Re, il Marocco prosegue una traiettoria di trasformazione basata su diversificazione produttiva, attrazione di investimenti e rafforzamento della sovranità economica, con stabilità, industrializzazione, tecnologia ed equità sociale come chiavi del successo.

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Sahara: per la Bulgaria l’autonomia vera è sotto la sovranità marocchina

La Bulgaria ritiene che un’“autonomia vera sotto sovranità marocchina possa costituire una soluzione praticabile” alla questione del Sahara marocchino.

La posizione è stata espressa in un comunicato diffuso al termine del colloquio telefonico tra la ministra degli Esteri bulgara Velislava Petrova-Chamova e l’omologo marocchino Nasser Bourita. Lo riporta l’agenzia di stampa di Rabat, “Map”.

Alla luce della risoluzione 2797 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, “la Bulgaria riconosce che un’autonomia vera sotto sovranità marocchina può costituire una soluzione praticabile alla controversia”, si legge nel testo.

Sofia ribadisce inoltre di considerare la proposta di autonomia presentata dal Marocco nel 2007 “come base seria, credibile e realistica per giungere a una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile”.

La presa di posizione si inserisce nel rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Marocco e Bulgaria e illustra la dinamica internazionale generata sotto l’impulso del Re Mohammed VI a sostegno della sovranità del Marocco sul Sahara e del Piano marocchino di autonomia.

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Marocco: Mali ribadisce sostegno all’integrità territoriale

La Repubblica del Mali ha ribadito la sua “posizione a favore dell’integrità territoriale e della sovranità del Marocco su tutto il suo territorio, compresa la regione del Sahara”, riaffermando al contempo il suo sostegno al Piano di Autonomia presentato dal Marocco come “unica soluzione credibile e realistica per la risoluzione di questa controversia regionale”. Lo riporta l’agenzia di stampa marocchina “Map”. Tale posizione è stata espressa nel Comunicato Congiunto adottato al termine della
quarta sessione dell’Alta Commissione Congiunta per la Cooperazione Marocco-Maliana,
i cui lavori si sono conclusi a Bamako, sotto la copresidenza del
Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all’Estero, Nasser Bourita, e del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del Mali, Abdoulaye Diop.

Il comunicato congiunto ha ribadito il sostegno della Repubblica del Mali agli sforzi del Segretario Generale delle Nazioni Unite e del suo Inviato personale, nonché al Piano di Autonomia presentato dal Regno del Marocco, quale unica soluzione credibile e realistica per la risoluzione di questa controversia regionale,
in conformità con la Risoluzione 2797 adottata il 31 ottobre 2025 dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Questa posizione fa seguito alla Dichiarazione del Governo maliano del 10 aprile 2026, con la quale la Repubblica del Mali ha annunciato il ritiro ufficiale del riconoscimento dell’entità separatista autoproclamata “RASD”.

La quarta sessione della Commissione congiunta di cooperazione tra il Regno del Marocco e la Repubblica del Mali si è tenuta dal 21 al 24 luglio a Bamako.

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Sahara: Ghana considera il Piano di Autonomia l’unica base realistica

Il Ghana considera il Piano di Autonomia marocchino come la sola base realistica e duratura per un regolamento mutuamente accettabile della questione del Sahara.

Questa posizione è stata espressa nel comunicato congiunto che ha concluso gli incontri tra il ministro degli Affari esteri, della Cooperazione africana e dei Marocchini residenti all’estero, Nasser Bourita, e il ministro degli Affari esteri della Repubblica del Ghana, Samuel Okudzeto Ablakwa, tenutisi martedì ad Accra. Lo riporta l’agenzia di stampa “Map”.

Il Ghana ha inoltre espresso soddisfazione per l’adozione della risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che manifesta pieno sostegno al Segretario generale e al suo Inviato personale per facilitare e condurre i negoziati sulla base della proposta di autonomia del Marocco, al fine di raggiungere una soluzione giusta, duratura e reciprocamente accettabile del contenzioso, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite.

La posizione del Ghana, ribadita dal suo capo della diplomazia, si inserisce nella continuità della dinamica internazionale promossa dal Re Mohammed VI, a favore del Piano di Autonomia e della sovranità del Regno sul suo Sahara.

Il ministro Nasser Bourita effettua martedì una visita di lavoro in Ghana, dove co-presiede con il suo omologo ghanese la seconda sessione della Commissione mista di cooperazione.

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Marocco: Benin riafferma sostegno per Sahara

La Repubblica del Benin ha ribadito con fermezza la propria posizione costante di sostegno all’integrità territoriale e alla sovranità del Regno del Marocco su tutto il suo territorio, compresa la regione del Sahara. Lo riporta l’agenzia di stampa “Map”.

Nel corso della settima sessione della Commissione mista di cooperazione marocco-beninese, svoltasi a Cotonou, il Benin ha inoltre riconfermato il proprio appoggio al Piano di Autonomia presentato dal Marocco, ritenendolo «l’unica soluzione credibile e realistica» per la risoluzione di questo contenzioso.

La posizione è stata formalizzata nel comunicato congiunto che ha concluso i lavori della Commissione, co-presieduta dal ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, e dalla ministra degli Affari esteri beninese incaricata dell’Integrazione degli Afro-discendenti, Corinne Amori Brunet.

In tale occasione, la ministra Amori Brunet ha espresso soddisfazione per l’adozione della risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che individua il Piano di Autonomia sotto sovranità marocchina come base per una soluzione giusta, duratura e reciprocamente accettabile della questione.

La responsabile beninese ha inoltre annunciato che effettuerà a breve una missione nella città di Dakhla per verificare di persona lo sviluppo economico e sociale della regione e per esplorare possibili opportunità di partenariato.

Le due parti hanno infine concordato di tenere la prossima sessione della Commissione mista di cooperazione proprio a Dakhla.

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Africa: Paesi Occidentali aderiscono al Gasdotto Atlantico Nigeria-Marocco

I Paesi membri della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (CEDEAO) hanno aderito formalmente al progetto del Gasdotto Africano Atlantico (AAGP) Nigeria-Marocco firmando oggi a Freetown l’Accordo Intergovernativo (IGA) che ne disciplina lo sviluppo. Lo riporta l’agenzia di stampa “Map”.

L’infrastruttura, lunga circa 6.800 chilometri, dovrà trasportare il gas naturale dal Nigeria fino al Marocco, per poi collegarsi alla rete europea. La firma dell’accordo rappresenta un passaggio istituzionale importante per il progetto, lanciato da Sua Maestà il Re Mohammed VI e dall’ex presidente nigeriano Muhammadu Buhari e fortemente sostenuto dall’attuale presidente Bola Ahmed Tinubu.

Il gasdotto è sviluppato congiuntamente dall’Office National des Hydrocarbures et des Mines (ONHYM) del Marocco e dalla Nigerian National Petroleum Company Limited (NNPC Ltd.).

“Questa firma – si legge nella nota diffusa in occasione della cerimonia – traduce concretamente la visione comune tra Rabat e Abuja e segna l’adesione collettiva degli Stati della CEDEAO al quadro giuridico del progetto”. Il Marocco, pur non essendo membro della CEDEAO, partecipa come promotore dell’iniziativa.

La firma di Freetown prepara le fasi successive: la costituzione della società di progetto, che avrà sede a Casablanca, e della Pipeline Higher Authority, con sede prevista ad Abuja. Successivamente si procederà alla mobilitazione degli investitori e alla decisione finale di investimento.

La sequenza si concluderà con una cerimonia solenne congiunta tra il Regno del Marocco e la Repubblica Islamica di Mauritania (Paese non membro della CEDEAO), alla presenza del presidente della Nigeria, alla quale parteciperà anche il Re Mohammed VI.

Il Gasdotto Africano Atlantico non è soltanto un’infrastruttura energetica, ma un corridoio di integrazione e co-sviluppo destinato a rafforzare la sicurezza energetica dell’Africa Occidentale, favorire l’industrializzazione e creare posti di lavoro. Il progetto permetterà inoltre di diversificare le fonti di approvvigionamento e di aprire un nuovo collegamento verso l’Europa.

Secondo gli elementi diffusi in occasione della cerimonia, l’iniziativa si inserisce pienamente nella visione atlantica promossa dal Re Mohammed VI, che intende fare dell’Atlantico uno spazio di cooperazione tra Africa, Europa e Americhe.