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Iran: arrivato nuovo ambasciatore saudita

Martedì 5 settembre è arrivato a Teheran il nuovo ambasciatore dell’Arabia Saudita in Iran, Abdullah bin Saud Al-Anazi

Il nuovo ambasciatore dell’Arabia Saudita in Iran, Abdullah bin Saud Al-Anazi, è arrivato martedì 5 settembre a Teheran per iniziare la sua missione. Lo ha riferito l’agenzia di stampa saudita “SPA”.

Al suo arrivo nella capitale iraniana, Al-Anazi ha affermato che le direttive della leadership saudita sottolineano l’importanza di rafforzare le relazioni. Per intensificare la comunicazione e gli incontri tra il Regno e l’Iran.

Ha aggiunto che l’Arabia Sudita cerca di spostare le relazioni tra i due paesi vicini verso orizzonti più ampi. Considerando che possiedono componenti economiche, risorse naturali e vantaggi che contribuiscono a migliorare gli aspetti di sviluppo, prosperità, stabilità e sicurezza nella regione e per il beneficio comune di i due paesi e i loro popoli.

L’ambasciatore ha sottolineato che la Visione 2030 del Regno rappresenta una tabella di marcia importante. Riflette tutti gli aspetti della cooperazione su cui è possibile costruire per migliorarla. Secondo una prospettiva strategica che stabilisce i principi di buon vicinato, comprensione, dialogo propositivo e rispetto per rafforzare la fiducia reciproca tra i due paesi.

L’Arabia Saudita e l’Iran hanno concordato a marzo di ristabilire le relazioni diplomatiche. Di riaprire le loro ambasciate dopo anni di tensioni tra i due paesi.

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Libia: ex prigioniero di Mitiga denuncia torture

Un ex detenuto della prigione libica di Mitiga, nei pressi di Tripoli, ha denunciato, tramite un video-appello rivolto alla Corte Africana dei diritti umani e dei popoli, di essere stato sottoposto a torture e sistematici abusi. E’ quanto si apprende dall’account twitter ufficiale del LNA, l’Esercito di Liberazione Nazionale guidato dal generale Haftar, che ha rilanciato il video. Rajab Rahil Abdul-Fadhil Al-Megrahi, questo il nome dell’uomo, ha spiegato nel video di essere stato tenuto prigioniero nell’estate del 2019 a Mitiga, un centro di detenzione sotto il controllo della milizia Rada, un gruppo armato alleato con il Governo di Accordo Nazionale e vicina al ministro degli Interni Fathi Bashagha. Oltre a ricordare le ripetute violenze subite, l’uomo ha affermato di essere stato torturato personalmente dal ministro Fathi Bashagha nel corso di una visita da questi effettuata nella prigione di Mitiga e di aver subito dal lui l’amputazione dell’occhio sinistro. Nella denuncia presentata lo scorso 31 maggio, Al-Megrahi ha chiesto alla Corte di aprire un’indagine per appurare le responsabilità e punire gli autori dei crimini.

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Marocco: Mohammed VI presiede prima riunione post fine Minurso

Il re del Marocco Mohammed VI ha presieduto ieri sera, al Palazzo reale di Rabat, una riunione di lavoro dedicata alla fase successiva alla conclusione delle attività della Minurso. Lo riferisce un comunicato del Gabinetto reale, ripreso dall’agenzia di stampa “Map”, secondo cui il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ha rinnovato il mandato della missione nella riunione del 30 ottobre 2026.

Nel corso dell’incontro, il sovrano ha richiamato le priorità indicate nel precedente comunicato del 30 ottobre: tutela dell’integrità territoriale del Regno, sicurezza nazionale e tranquillità dei cittadini, in particolare della popolazione delle province meridionali. Mohammed VI ha impartito istruzioni affinché ciascuna autorità, nell’ambito delle proprie competenze, assicuri l’attuazione di queste priorità, la prosecuzione dei programmi di sviluppo e dei progetti infrastrutturali nel territorio e il monitoraggio degli sviluppi del dossier.

Il comunicato ribadisce l’impegno del Marocco a rispettare il cessate il fuoco, precisando che tale orientamento non cambierà con la fine del mandato della missione delle Nazioni Unite. Il Gabinetto reale sostiene inoltre che il contesto in cui la missione era stata istituita e le funzioni originariamente assegnatele siano ormai superati.

Per accompagnare le operazioni di chiusura e ritiro, il sovrano ha incaricato l’Ufficio di coordinamento con la Minurso, dipendente dal ministero dell’Interno, di garantire il raccordo con le Nazioni Unite e agevolare uno svolgimento ordinato delle procedure. Mohammed VI ha inoltre riaffermato il rispetto degli impegni internazionali del Regno e una linea diplomatica fondata sul mantenimento della pace e sulla salvaguardia della sovranità nazionale. Il testo richiama infine il sostegno di Paesi amici alla sovranità marocchina sul Sahara e alla proposta di autonomia, presentata da Rabat come soluzione politica al conflitto.

Alla riunione hanno partecipato Fatima Ezzahra El Mansouri, indicata nel comunicato come capo del governo, il consigliere reale Fouad Ali El Himma, il ministro dell’Interno Abdelouafi Laftit e il generale Mohammed Berrid, ispettore generale delle Forze armate reali e comandante della Zona Sud.

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La nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU terrorizza il Polisario, Possibili manifestazioni

Alla vigilia dell’adozione, da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, di una nuova risoluzione dedicata al Sahara marocchino, il Polisario ha lanciato appelli a manifestare.
I separatisti cercherebbero di organizzare manifestazioni in Europa – in particolare in Spagna, Francia e Italia – al fine di esercitare pressioni sui governi locali. Tuttavia, tale iniziativa mirerebbe in realtà alla cosiddetta comunità stanziata nei campi di Tindouf, con l’obiettivo di fomentare un certo malcontento a livello internazionale contro la risoluzione in questione.
Le recenti manifestazioni osservate in diversi paesi europei potrebbero inoltre essere strumentalizzate dal Polisario per inserire la questione del Sahara in dinamiche militanti più ampie e, soprattutto, per ottenere una maggiore copertura mediatica.

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Il Polisario al centro di una rete di distrazione di fondi

Nell’ambito dell’inchiesta per distrazione di fondi pubblici che vede coinvolte Inès Miranda Navarro e i suoi complici, i tasselli del puzzle iniziano a ricomporsi.

La consigliera responsabile della politica territoriale e del paesaggio presso il Consiglio insulare di Gran Canaria è accusata di malversazione nella gestione degli appalti pubblici. Rischia sanzioni che possono arrivare fino a cinque anni di reclusione, oltre all’interdizione dai pubblici uffici per un periodo di dieci anni.

Nota per il suo attivismo a favore dei saharawi e attiva all’interno di associazioni canarie sostenitrici del separatismo, la donna intratterrebbe legami oscuri con attivisti saharawi, a loro volta accusati di distrazione di fondi.

Questo scandalo svela la mancanza di integrità dei sostenitori del Polisario e il loro comprovato coinvolgimento in casi di corruzione. Gli esempi non mancano. Solo lo scorso settembre, il caso “Infravest” è finito sulle prime pagine dei giornali, mettendo a nudo la gestione opaca della dirigenza del Fronte Polisario: una società fittizia algerina ha truffato – sotto gli occhi dei vertici del Fronte – gran parte della popolazione di Tindouf. Allo stesso modo, la sedicente rappresentante del Polisario in Italia, Fatima Mahfoud, è stata recentemente denunciata da esponenti dell’associazionismo nei campi di Tindouf per aver sottratto fondi destinati alle associazioni e alla popolazione dei campi stessi. E questi sono solo due esempi.

Il ricorrente coinvolgimento dei sostenitori del Polisario in vicende di corruzione solleva il sospetto dell’esistenza di una rete criminale dedita alla distrazione di fondi, in cui il Polisario giocherebbe un ruolo centrale, o quantomeno fungerebbe da copertura per operazioni di riciclaggio di denaro.

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MAROCCO: RE MOHAMMED VI PRESIDE SEDUTA SU NADOR WEST MED E TANGER MED 3

Il Re del Marocco, Mohammed VI, ha presieduto oggi al Palazzo Reale di Rabat una seduta di lavoro dedicata all’avanzamento del complesso portuale e industriale Nador West Med, il cui primo terminal entrerà in esercizio nei prossimi giorni, e al progetto di estensione di Tanger Med con il lancio della realizzazione del nuovo porto Tanger Med 3. Lo riporta l’agenzia di stampa marocchina “Map”.

La riunione si inserisce nella continuità delle sedute di lavoro realizzate sotto la guida del Sovrano sullo sviluppo dei grandi progetti portuali nazionali, dopo quella del 28 gennaio scorso. Il presidente del Consiglio di sorveglianza di TMSA e del Consiglio di amministrazione di Nador West Med, Fouad Brini, ha illustrato lo stato di avanzamento dei due progetti e le prossime tappe.

I due interventi rientrano nella Visione Reale di dotare il Marocco di un sistema portuale performante, capace di rafforzare la competitività del Paese di fronte alla ricomposizione delle catene del valore mondiali. L’obiettivo combina crescita nazionale e sviluppo territoriale attraverso una migliore ripartizione degli investimenti pubblici, la mobilitazione di capitali privati e la creazione di prospettive occupazionali, con ricadute concrete per le popolazioni delle zone circostanti.

Nador West Med completa l’offerta di Tanger Med e consolida il posizionamento logistico, industriale ed energetico del Marocco. Il progetto ha già mobilizzato 54 miliardi di dirham di investimenti pubblici e privati. Il primo terminal container, la cui fase iniziale sarà prossimamente messa in esercizio, offrirà a regime una capacità di 3,5 milioni di container. Un secondo terminal da 1,8 milioni di container entrerà in servizio nell’aprile 2027. I due terminali mobiliteranno 8 miliardi di dirham di investimenti privati.

La componente energetica prevede l’entrata in funzione del terminal idrocarburi, collegato a una zona di stoccaggio con capacità potenziale di 4 milioni di metri cubi, e di un terminal per gas naturale liquefatto in grado di trattare fino a 5 miliardi di metri cubi all’anno. Completano l’offerta un terminal per rinfuse solide e uno per merci varie.

La zona industriale, già operativa, ospita attualmente uno stabilimento in attività e tre in costruzione. A breve termine il complesso Nador West Med consentirà la creazione di 14.000 posti di lavoro diretti e 20.000 indiretti. La dinamica è sostenuta dalle infrastrutture di connessione: la linea ferroviaria Selouane-NWM, l’autostrada Guercif-NWM e l’ammodernamento della rete stradale.

Parallelamente, l’estensione di Tanger Med rafforzerà le capacità del complesso con l’avvio imminente dei lavori di Tanger Med 3. Situato a ovest di Tanger Med 2, il nuovo porto comprenderà 1.200 metri di banchine per una capacità aggiuntiva di 4,5 milioni di container all’anno e un investimento di 8 miliardi di dirham. È stato firmato un contratto di concessione con Maersk-APM per lo sviluppo del nuovo terminal container. Il progetto si accompagna all’estensione in corso del porto passeggeri e ro-ro e all’estensione est di Tanger Med 2.

Con questi sviluppi il complesso Tanger Med potrà raggiungere una capacità totale di 20 milioni di container, posizionandosi tra i primi dieci al mondo.

Al termine della seduta, il Re ha insistito sulla necessità che le ricadute economiche e sociali dei progetti beneficiino dell’insieme delle province interessate e si traducano in miglioramenti concreti per le popolazioni locali. In questo quadro il Sovrano ha chiesto di accelerare la messa in opera di programmi di formazione adeguati alle esigenze delle attività emergenti, per favorire l’inserimento professionale dei giovani.

Alla riunione hanno partecipato il consigliere del Re Fouad Ali El Himma, il ministro dell’Interno Abdelouafi Laftit, il ministro dell’Economia, delle Finanze e della Performance pubblica Fouzi Lekjaa, il ministro dell’Equipaggiamento, dell’Acqua e delle Foreste Nizar Baraka, il ministro dell’Industria, del Commercio, dell’Investimento e dell’Inclusione economica Ryad Mezzour e il presidente del Consiglio di sorveglianza di TMSA e del Consiglio di amministrazione di Nador West Med Fouad Brini.

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Emirati: “Binghatti Pinnacle Development Fund” genera un IRR netto del 194%

Binghatti Capital Limited, società di gestione degli investimenti regolamentata dalla Dubai Financial Services Authority (DFSA), ha annunciato oggi il completamento con successo della strategia di investimento del “Binghatti Pinnacle Development Fund LP” (il “Fondo”). Il Fondo ha generato un tasso interno di rendimento (IRR) netto del 194% e un multiplo del capitale netto di 2,3x per i suoi partner esterni (limited partners), al netto di commissioni, spese del fondo e quota di partecipazione agli utili (carried interest).

Il Fondo ha raccolto circa 29 milioni di dollari USA, adottando una strategia focalizzata su un singolo asset di tipo “build-to-sell” (costruzione finalizzata alla vendita). È stato sviluppato un progetto a destinazione mista che comprende 178 unità, con un valore di sviluppo lordo (Gross Development Value) di circa 115 milioni di dollari USA. Circa il 90% delle unità è stato venduto prima del completamento del progetto, con vendite contrattualizzate per un valore superiore a 90 milioni di dollari USA.

Questo risultato è il frutto di una gestione degli investimenti rigorosa, di una forte domanda per immobili in fase di costruzione (off-plan) e delle capacità esecutive della consolidata piattaforma di sviluppo di Binghatti.

Ahmed Binghatti, Presidente Esecutivo (Executive Chairman) di Binghatti Capital, ha commentato:
“Il progetto Binghatti Pinnacle dimostra come la nostra competenza nello sviluppo immobiliare e le nostre capacità di gestione degli investimenti possano sinergicamente creare valore per gli investitori. Il nostro obiettivo è selezionare le opportunità giuste, operare con disciplina e trasformare il successo dello sviluppo in rendimenti concreti per gli investitori. Questo traguardo rappresenta una tappa fondamentale nel consolidamento dello storico di Binghatti Capital.”

Shehzad Janab, Senior Executive Officer di Binghatti Capital, ha dichiarato:
“Investire con successo nello sviluppo immobiliare richiede disciplina lungo l’intero ciclo di investimento: dall’analisi e dall’allocazione del capitale, fino alla costruzione, alla vendita e alla distribuzione dei proventi. L’IRR netto del 194% e il multiplo del capitale netto di 2,3x ottenuti con Pinnacle testimoniano sia il valore creato, sia la rapidità con cui il capitale è stato restituito agli investitori. Mantenere un ritmo esecutivo costante, nonostante l’incertezza che ha caratterizzato la regione, è stato un fattore determinante per raggiungere questo risultato.”

Avendo conseguito i propri obiettivi di investimento e completato le distribuzioni ai partner (limited partners), il Fondo è attualmente in fase di liquidazione formale, subordinatamente all’espletamento dei restanti requisiti normativi e amministrativi. Informazioni su Binghatti Capital Limited
Binghatti Capital Limited rappresenta la divisione di Binghatti dedicata alla gestione degli investimenti e ai mercati dei capitali ed è regolamentata dalla Dubai Financial Services Authority (DFSA). La società gestisce strategie di investimento immobiliare e fornisce servizi di investimento e consulenza nei settori immobiliare, del credito privato e dei mercati dei capitali.

Unendo competenze di gestione degli investimenti di tipo istituzionale a una solida piattaforma di sviluppo immobiliare, Binghatti Capital punta su un rigoroso processo di valutazione degli investimenti (underwriting), una gestione attiva degli stessi e la creazione di valore attraverso lo sviluppo.

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MAROCCO: CASO MADIHA KHAYR CHIUSO IN FRETTA

Il portavoce del governo marocchino diffonderà in giornata un comunicato per chiarire motivazioni e portata della cessazione dalle funzioni di ministra delegata di Madiha Khayr, annunciata dal Gabinetto reale su richiesta della premier Fatima Zahra Mansouri. Il testo sarà sottoposto alla validazione dei rappresentanti dei partiti della maggioranza, con l’obiettivo di chiudere il caso prima della presentazione, prevista domani, della dichiarazione governativa davanti al Parlamento. Lo riportano i media di Rabat.

La linea di comunicazione delineata punta su quattro elementi: rispetto del quadro costituzionale, responsabilità politica, priorità dell’azione di governo rispetto alle polemiche e coesione della maggioranza. La decisione sarà ricondotta alle prerogative previste dall’articolo 47 della Costituzione e presentata come frutto di una concertazione tra le forze della coalizione, nel segno dell’interesse generale.

Al centro del messaggio anche la volontà dell’esecutivo di concentrarsi sulle attese dei cittadini e sui risultati, evitando che la controversia distolga l’attenzione dall’attività di governo. Sarà inoltre ribadita l’unità della maggioranza attorno alla premier, per completare il percorso costituzionale di formazione dell’esecutivo e avviarne l’azione.

Il caso Madiha Khayr è la controversia politica scoppiata in Marocco dopo la sua nomina a ministra delegata alla Formazione professionale e alla Qualificazione, il 16 ottobre 2026: appena due giorni dopo, il 18 ottobre, il re Mohammed VI l’ha rimossa dall’incarico su richiesta della capa del governo, Fatima Ezzahra El Mansouri. Sullo sfondo c’è la riemersione di notizie relative a una presunta vicenda giudiziaria del 2004 e di un documento medico attribuito alla stessa Khayr.

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Marocco: Mohammed VI presiede Consiglio ministri, cinque priorità per la manovra 2027

Sostegno al potere d’acquisto, occupazione giovanile, sviluppo territoriale e rafforzamento della sovranità strategica. Sono alcuni degli assi del progetto di legge di bilancio del Marocco per il 2027, i cui orientamenti generali sono stati esaminati e adottati dal Consiglio dei ministri presieduto oggi, al Palazzo Reale di Rabat, dal re Mohammed VI, accompagnato dal principe ereditario Moulay El Hassan. Lo riferisce un comunicato del Gabinetto Reale.

Il ministro dell’Economia, delle Finanze e della Performance pubblica ha illustrato le linee della manovra, elaborata in un contesto internazionale segnato dall’aumento dei costi dei conflitti geostrategici, dalle tendenze protezionistiche e dalla crescente competizione nei settori dell’energia, della tecnologia e dei finanziamenti. Secondo le previsioni presentate al Consiglio, l’economia marocchina dovrebbe chiudere il 2026 con una crescita del 4,7%, un’inflazione allo 0,7% e un deficit di bilancio al 3% del prodotto interno lordo.

Cinque le priorità della manovra. La prima riguarda il recupero del potere d’acquisto e il consolidamento di uno Stato sociale sostenibile. Dal 2027 è prevista una riforma strutturale dei mercati e dei prezzi, accompagnata da interventi per sostenere i cittadini, proseguire l’estensione della copertura sanitaria, garantire la sostenibilità dei relativi regimi e incrementare gli aiuti sociali diretti. Previsti anche interventi sui sistemi pubblici di sanità e istruzione e il proseguimento del programma di sostegno diretto per l’accesso alla casa.

Il secondo asse è dedicato all’inserimento dei giovani nei percorsi di istruzione, formazione e lavoro dignitoso. Il governo avvierà un programma nazionale integrato per il periodo 2027-2031, con misure di orientamento, formazione, incubazione e facilitazione dell’accesso ai finanziamenti, ai meccanismi di garanzia e ai mercati. L’obiettivo indicato nel comunicato è superare la frammentazione dei programmi settoriali, costruendo una politica nazionale che accompagni i giovani dall’istruzione fino all’occupazione e all’alloggio.

La terza priorità riguarda l’accelerazione della regionalizzazione avanzata e della nuova generazione di programmi di sviluppo territoriale integrato. Gli interventi comprenderanno la riorganizzazione delle competenze regionali, il rafforzamento del coordinamento e degli accordi tra Stato e regioni e la piena attuazione della Carta nazionale del decentramento amministrativo. Per accelerare i programmi di sviluppo territoriale integrato è prevista la mobilitazione di stanziamenti per circa 25 miliardi di dirham.

Il quarto asse punta al rafforzamento della sovranità idrica, energetica, alimentare e digitale. Tra le misure figurano l’accelerazione delle energie rinnovabili, il proseguimento dell’iniziativa “Offerta Marocco” per l’idrogeno verde e l’attuazione progressiva della tabella di marcia per le infrastrutture del gas, insieme agli interventi per la sicurezza alimentare e la sovranità digitale nazionale.

La quinta priorità riguarda il consolidamento di un’economia capace di finanziare gli obiettivi sociali e di sovranità, accelerando le riforme istituzionali e preservando gli equilibri macroeconomici e di bilancio. In questo quadro rientrano il finanziamento dei grandi progetti di sviluppo, delle strategie settoriali e di nuovi ecosistemi industriali strategici.

La manovra riserva inoltre particolare attenzione agli investimenti privati, attraverso il rafforzamento degli strumenti di sostegno previsti dalla Carta degli investimenti e il proseguimento della riforma dei Centri regionali per gli investimenti, con un’attenzione specifica alle micro, piccole e medie imprese.

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Marocco, una donna alla guida del governo: la squadra di El Mansouri punta su riforme e giustizia sociale

Una squadra rinnovata, ministeri riorganizzati e un impegno dichiarato: trasformare le scelte politiche in risultati concreti. Il documento sulla formazione del nuovo governo marocchino indica Fatima Ezzahra El Mansouri alla guida dell’esecutivo e descrive un progetto che mette insieme continuità istituzionale e nuovi protagonisti.

Secondo il testo, il re Mohammed VI ha presieduto il 16 ottobre, al Palazzo reale di Rabat, la cerimonia di nomina dei ministri, che hanno prestato giuramento davanti al sovrano. Al centro della presentazione non c’è soltanto il cambio dei nomi. C’è soprattutto la promessa di un governo capace di assumere decisioni, spiegare le riforme e rispondere dei risultati.

Lavoro, servizi e protezione sociale

La prima verifica riguarda le esigenze quotidiane della popolazione. Salute, occupazione, scuola e sostegno alle persone più vulnerabili occupano uno spazio centrale nel programma che accompagna la composizione dell’esecutivo.

Youns Bjijou è indicato alla Salute e alla Protezione sociale. Abderrahim Chahid assume Occupazione e Dialogo sociale, mentre Najwa Koukouss figura alla Famiglia, allo Sviluppo sociale e all’Uguaglianza, affiancata dal ministro delegato all’Inclusione sociale Rachid Hamouni.

Il messaggio è diretto: l’efficienza della macchina pubblica deve servire a migliorare le condizioni di vita. Non basta far funzionare meglio gli uffici se questo non si traduce in servizi più accessibili e in una maggiore tutela delle persone in difficoltà.

Nel materiale disponibile, però, non sono ancora indicati stanziamenti, scadenze o obiettivi numerici. Saranno questi elementi a permettere una valutazione degli impegni annunciati.

Scuola e formazione nello stesso percorso

A Nabil Benabdallah vengono affidate Educazione nazionale, Prescolare, Formazione professionale e Qualificazione. Un portafoglio ampio, che riunisce più tappe del percorso educativo e formativo.

Kamal Hachoumi è indicato come ministro delegato al Prescolare e alla Lotta alla dispersione scolastica; Madiha Khayr alla Formazione professionale e alla Qualificazione.

La scelta organizzativa punta a rendere più coerenti gli interventi. Il banco di prova sarà la capacità di accompagnare gli studenti, contrastare l’abbandono scolastico e rafforzare i percorsi di preparazione professionale, evitando che le diverse competenze restino separate anche all’interno dello stesso ministero.

Economia, la parola d’ordine è risultati

A Fouzi Lekjaa viene attribuito il ministero dell’Economia, delle Finanze e della Performance pubblica. La novità è già nel nome: la gestione del denaro pubblico viene collegata alla verifica degli effetti prodotti.

Ryad Mezzour riunisce invece Industria, Commercio, Investimenti e Inclusione economica, con Omar Hejira delegato al Commercio estero.

L’obiettivo dichiarato è ridurre la frammentazione delle responsabilità e rendere più rapido il passaggio dalle decisioni alla loro attuazione. Ma accorpare le competenze non significa automaticamente semplificare. Perché la nuova struttura funzioni serviranno compiti chiari e un coordinamento effettivo.

Acqua, energia e alimentazione tra le priorità

Nizar Baraka figura alla guida di Infrastrutture, Acqua e Foreste. A Khalid Hatimy vengono assegnate Agricoltura, Pesca marittima e Sovranità alimentare, con Ahmed Mehdi Mezouari ministro delegato alla Pesca marittima.

La sovranità alimentare entra così nella denominazione del ministero, diventando una delle priorità esplicite della squadra. Charafat Afailal è invece indicata all’Energia, alle Miniere e allo Sviluppo sostenibile.

Sono ambiti che il nuovo assetto intende affrontare con una maggiore integrazione. Il documento, tuttavia, non specifica ancora quali interventi saranno avviati né con quali risorse.

Il digitale per cambiare gli uffici pubblici

Tra i portafogli indicati compare quello dell’Intelligenza artificiale, della Trasformazione digitale e della Riforma dell’amministrazione, affidato ad Ahmed Rahhou. Aïcha Guellaa è ministra delegata alla Riforma dell’amministrazione.

L’idea è collegare le nuove tecnologie al funzionamento dello Stato. La verifica più immediata sarà capire se questo orientamento riuscirà a produrre procedure più semplici e servizi più facili da utilizzare.

Al momento, il materiale non precisa quali uffici o pratiche saranno interessati per primi. La distanza tra l’annuncio e il cambiamento concreto si misurerà anche su queste scelte.

Le conferme nei ministeri strategici

Accanto ai nuovi ingressi, la composizione presenta elementi di continuità. Abdelouafi Laftit figura all’Interno, Nasser Bourita agli Affari esteri, alla Cooperazione africana e ai Marocchini residenti all’estero, Abdellatif Ouahbi alla Giustizia e Ahmed Toufiq agli Habous e agli Affari islamici.

Abdeltif Loudyi è indicato come ministro delegato incaricato dell’Amministrazione della Difesa nazionale.

Il rinnovamento viene quindi affiancato dalla presenza di figure di esperienza nei settori istituzionali più delicati. Il testo non illustra, invece, nuove iniziative diplomatiche o di sicurezza.

Donne e giovani, il ricambio alla prova dei fatti

La presentazione della squadra insiste sul ruolo delle donne e dei giovani. La guida affidata a El Mansouri costituisce il segnale più evidente di questa impostazione, insieme agli incarichi femminili nei ministeri e nelle deleghe.

L’ambizione dichiarata è portare nuove idee e una maggiore attenzione alle aspettative della società. Per misurare il ricambio generazionale, però, servirebbero dati anagrafici e un confronto con la precedente composizione.

Più in generale, il documento rivendica un ritorno della politica: ministri chiamati a scegliere una direzione, sostenerla pubblicamente e rendere conto di quanto realizzato.

La sfida parte dai territori

Il punto di arrivo è ridurre le disuguaglianze, anche tra aree diverse del Paese. L’equità territoriale viene indicata come un impegno strutturale: servizi e opportunità devono raggiungere tutte le regioni e tutte le categorie della popolazione.

È qui che le promesse del nuovo assetto incontrano la loro verifica più concreta. Non soltanto una squadra diversa o ministeri con nuove denominazioni, ma la capacità di migliorare ciò che i cittadini trovano ogni giorno nella scuola, nella sanità, nel lavoro e negli uffici pubblici.

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MAROCCO: MOHAMMED VI RICEVE PREMIER PER FORMAZIONE NUOVO ESECUTIVO

Il Re del Marocco Mohammed VI, che ha ricevuto oggi al Palazzo Reale di Rabat, Fatima Ezzahra El Mansouri, capo del governo incaricata della formazione del nuovo esecutivo di Rabat dopo le recenti elezioni. Lo riporta l’agenzia di stampa marocchina “Map”. 

Nel corso dell’udienza, la premier ha informato il Re Mohammed VI, delle diverse tappe che il processo di formazione del governo ha già superato.

In questa occasione, il monarca, ha espresso a Fatima Ezzahra El Mansouri i suoi auguri di successo e di piena riuscita nella missione, sottolineando che la prossima fase richiede una mobilitazione globale e un’azione governativa seria e responsabile, data l’ampiezza delle sfide, delle attese e degli impegni sui diversi piani.

L’udienza reale si iscrive nell’ambito delle attribuzioni costituzionali conferite al Re e nella determinazione del Sovrano a garantire il buon funzionamento delle istituzioni costituzionali.Xn8 

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SPAGNA: PRESUNTE IRREGOLARITÀ NEI DOCUMENTI DI PERSONE PROVENIENTI DAI CAMPI DI TINDOUF

Un documento attribuito all’Unità contro le reti di immigrazione e le falsificazioni documentali (Ucrif) della Polizia nazionale spagnola di Ibiza, datato 1° ottobre 2026, segnalerebbe presunte irregolarità nei documenti presentati da persone sahrawi provenienti dai campi di Tindouf, in Algeria. Secondo la ricostruzione fornita, i sospetti riguarderebbero in particolare gli atti utilizzati per attestare la filiazione paterna presso diversi enti e imprese spagnoli.

La comunicazione inviterebbe i soggetti destinatari a prestare particolare attenzione all’autenticità della documentazione proveniente dai campi. La segnalazione viene collegata, nel testo fornito, al dibattito sul progetto spagnolo relativo alla concessione della cittadinanza ai sahrawi e ai possibili rischi di utilizzo di documenti irregolari per ottenere diritti e prestazioni sociali.

La stessa ricostruzione ipotizza un coinvolgimento di reti legate al Fronte Polisario e a suoi intermediari nella produzione, circolazione e utilizzazione di documenti falsificati. Un’ipotesi che, tuttavia, non può essere considerata accertata sulla base degli elementi disponibili, né estesa alla popolazione sahrawi dei campi di Tindouf nel suo complesso.