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Marocco: The Stimson Center evidenzia li sviluppi politici e sociali a Rabat

Un “Rapporto Paese” sul Marocco, appena pubblicato dal prestigioso think tank americano “The Stimson Center”, evidenzia positivamente diversi aspetti politici, economici, sociali, ecc. del Regno. I temi principali trattati sono: la questione del Sahara marocchino e i risultati raggiunti, le relazioni con gli Stati Uniti, l’UE e l’Unione Africana, l’Algeria, entrata in una fase di isolamento regionale, le performance economiche del Regno e le sue scelte energetiche, ecc.

Secondo il rapporto dello Stimson Center il Marocco è uno degli Stati più strategici e promettenti dell’Africa e del mondo arabo. L’analisi descrive un Paese in transizione che coniuga stabilità politica, crescente potenza industriale, ambizioni energetiche, influenza diplomatica in aumento e una visione geopolitica a lungo termine. Il rapporto ritiene che il Marocco si stia affermando come una vera e propria potenza strategica di medio livello, punto di collegamento tra Europa, Africa e Medio Oriente.

Il documento sottolinea come il Marocco abbia profondamente trasformato il proprio modello economico negli ultimi due decenni. Il nostro Paese non è più percepito solo come un’economia agricola o turistica, ma come una piattaforma industriale competitiva, un importante polo logistico, un attore emergente nel settore energetico e un futuro hub tecnologico e industriale africano.

Lo Stimson Center attribuisce particolare importanza ai settori automobilistico, aerospaziale, elettronico, delle batterie, dei materiali critici e delle tecnologie verdi. Il Marocco viene presentato come un Paese sempre più integrato nelle catene del valore globali grazie alla sua stabilità, alla vicinanza geografica all’Europa, agli accordi di libero scambio, alle infrastrutture moderne e alla sua capacità di attrarre investimenti esteri.

Il settore automobilistico è descritto come uno dei più avanzati in Africa, con un rapido aggiornamento tecnologico e un forte potenziale di esportazione.

Il rapporto evidenzia inoltre che molte aziende internazionali considerano ora il Marocco una base strategica per servire Europa, Africa, Stati Uniti e Medio Oriente.

Lo Stimson Center pone forte enfasi sulla strategia energetica marocchina. Il Marocco è presentato come uno dei leader regionali nel settore solare, eolico, dell’idrogeno verde e della transizione energetica. Il complesso solare Noor Ouarzazate è citato come un simbolo importante di questa ambizione.

Secondo il rapporto, il Marocco possiede risorse eccezionali, tra cui un forte potenziale solare ed eolico, una visione statale coerente, ingenti investimenti in infrastrutture e la capacità di attrarre partnership strategiche internazionali. Il nostro Paese viene presentato come un futuro fornitore strategico di energia verde per l’Europa e come un attore chiave delle nuove catene energetiche globali.

Il rapporto considera la posizione geografica del Marocco uno dei suoi maggiori vantaggi geopolitici. Il nostro Paese viene descritto come una porta d’accesso all’Africa, un ponte tra Europa e Africa e un crocevia logistico globale.

Il porto di Tangeri Med viene presentato come uno dei maggiori successi strategici del Paese. Secondo l’analisi, Tangeri Med è diventato uno dei porti più performanti del Mediterraneo e dell’Africa, un importante centro di commercio internazionale e un motore centrale dell’industrializzazione marocchina. Questa infrastruttura è descritta come essenziale per la competitività del nostro Paese e per la sua integrazione nei flussi commerciali globali.

Il rapporto descrive inoltre il Marocco come una potenza diplomatica in crescente influenza. Il Marocco viene presentato come un importante attore africano grazie ai suoi investimenti nell’Africa subsahariana, all’espansione delle banche marocchine, delle telecomunicazioni, delle assicurazioni e dei progetti infrastrutturali.

Il documento rileva che il Marocco è diventato un importante partner economico e diplomatico per molti paesi africani.

Il testo evidenzia inoltre il partenariato strategico con l’Unione Europea, gli stretti legami di sicurezza con gli Stati Uniti e la capacità del Marocco di mantenere solide relazioni con diversi importanti blocchi geopolitici.

Il nostro paese viene presentato come un partner affidabile nella lotta al terrorismo, nella sicurezza regionale, nella cooperazione in materia di migrazione e nella stabilità del Mediterraneo.

Il rapporto sottolinea anche i notevoli progressi compiuti dal Marocco sulla questione del Sahara marocchino. Si afferma che l’Algeria partecipa pienamente a questa controversia.

Secondo l’analisi, il nostro paese è riuscito a rafforzare considerevolmente la propria posizione internazionale grazie a una diplomazia attiva, a partenariati strategici, a una riconosciuta stabilità politica e a significativi investimenti nelle province meridionali.

Il documento sottolinea che l’iniziativa di autonomia del Marocco è ora percepita da molti paesi come seria, credibile, pragmatica e come la soluzione più realistica al conflitto.

Il rapporto evidenzia il continuo sostegno degli Stati Uniti alla sovranità marocchina sul Sahara, l’evoluzione favorevole delle posizioni di diversi paesi europei e il crescente appoggio di molti stati africani e arabi al piano marocchino.

Questa dinamica viene presentata come un’importante svolta diplomatica che rafforza la credibilità internazionale del Regno.

Lo Stimson Center rileva inoltre che diversi paesi hanno rafforzato le loro relazioni con il Marocco, aperto rappresentanze consolari nelle province meridionali o espresso pubblicamente il loro sostegno al piano di autonomia. Il rapporto considera questo sviluppo come prova di un continuo miglioramento della posizione del Marocco sulla scena internazionale.

Il documento promuove con forza gli investimenti nelle province meridionali. Queste regioni sono presentate come uno spazio di rapida modernizzazione, una futura piattaforma economica africana e un asse strategico rivolto verso l’Africa atlantica e subsahariana.

Il rapporto menziona in particolare le infrastrutture stradali, i porti atlantici, i progetti energetici, le zone industriali e i programmi di sviluppo urbano. Questa strategia viene descritta come una dimostrazione della capacità del nostro Paese di integrare economicamente e strategicamente il Sahara nella sua visione nazionale a lungo termine.

Il rapporto sottolinea inoltre l’importanza strategica del Fronte Atlantico Saharan. Il nostro Paese mira a trasformare questa regione in un corridoio commerciale verso l’Africa occidentale, una piattaforma energetica e un asse fondamentale della cooperazione Sud-Sud.

Questa visione si inserisce nella strategia marocchina volta a rafforzare gli scambi africani, facilitare l’accesso dei Paesi del Sahel all’Atlantico e promuovere una maggiore integrazione economica regionale.

Uno dei temi centrali del rapporto è anche la continuità strategica dello Stato marocchino.

Lo Stimson Center evidenzia la capacità del Marocco di pianificare su più decenni, la stabilità delle sue istituzioni e la coerenza delle sue principali politiche pubbliche.

Secondo l’analisi, questa stabilità rappresenta un vantaggio significativo in una regione spesso caratterizzata da instabilità politica.

Il rapporto stima infine che il nostro Paese sia particolarmente ben posizionato per beneficiare delle trasformazioni economiche globali. Il Marocco gode di significativi vantaggi strategici grazie alle sue riserve di fosfati, al suo potenziale nel settore delle batterie e dei materiali critici, alla sua vicinanza all’Europa e alle sue crescenti capacità industriali.

Il Marocco si presenta come un futuro attore centrale nei settori dei veicoli elettrici, dei fertilizzanti strategici, dell’idrogeno verde e delle tecnologie pulite.

Lo Stimson Center presenta quindi il Marocco come uno Stato stabile e ambizioso, una potenza industriale emergente, un leader diplomatico africano, un attore strategico nel settore energetico e un partner geopolitico sempre più importante per l’Europa, l’Africa e gli Stati Uniti.

Il rapporto ritiene che il Regno disponga ora delle basi necessarie per diventare una delle economie più importanti e una delle potenze più influenti del continente africano e dell’area mediterranea nei prossimi decenni.

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Sahara: Giappone riconosce l’autonomia sotto la sovranità marocchina

E intende agire in conformità con tale posizione a livello diplomatico ed economico.

Il Giappone ha accolto con favore, venerdì, l’adozione, il 31 ottobre 2025, della Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che afferma che “una vera autonomia, sotto la sovranità marocchina, potrebbe essere una soluzione alle sfide più fattibili e che agire in conformità con tale posizione a livello diplomatico ed economico”.

Questa posizione è stata espressa nel Comunicato Congiunto firmato dal Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all’Estero, Nasser Bourita, e dal suo omologo giapponese, Motegi Toshimitsu, durante una videoconferenza tenutasi in occasione della commemorazione del 70° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra il Regno del Marocco e il Giappone.

Il Giappone ha inoltre “espresso il proprio sostegno agli sforzi del Segretario Generale e del suo Inviato Personale per facilitare e condurre i negoziati, sulla base del piano marocchino di autonomia, al fine di raggiungere una soluzione equa, duratura e reciprocamente accettabile della controversia”.

Il Giappone ha invitato “le parti a “Partecipare alle discussioni senza precondizioni e sulla base del piano marocchino di autonomia, al fine di raggiungere una soluzione politica definitiva e reciprocamente accettabile, considerando che una vera autonomia potrebbe rappresentare la soluzione più praticabile per il bene comune”.

Infine, e per concretizzare questa nuova posizione, il signor Toshimitsu ha indicato, in questa occasione, che “il Giappone è pronto ad agire, anche a livello diplomatico ed economico, tenendo conto della propria posizione e dell’attuale evoluzione della situazione”.

L’affermazione da parte del Giappone della centralità dell’autonomia sotto la sovranità marocchina rappresenta un rinnovato impegno del Regno per porre fine alla divisione artificiale intorno alle sue Province Meridionali, in conformità con la Visione Illuminata e le Alte Strategie Strategiche di Re Mohammed VI.

Adottando questa posizione lungimirante, Tokyo si unisce ad altre potenze internazionali, nonché alla stragrande maggioranza della comunità internazionale, che sostiene l’autonomia, sotto la sovranità marocchina, come unica soluzione a questa divergenza regionale e che ha preso questa decisione su questo fronte, per queste ragioni, tra cui quelle diplomatiche, politiche ed economiche.

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Marocco: lo Zambia conferma il suo sostegno all’integrità del Regno

E accoglie con favore la risoluzione 2797 che sancisce la sovranità marocchina sul Sahara

La Repubblica dello Zambia ha ribadito, giovedì, la sua ferma e coerente posizione a favore dell’integrità territoriale e della marocchinità del Sahara. Ha inoltre accolto con favore la storica adozione, il 31 ottobre 2025, da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, della risoluzione 2797, che dedica, nel quadro della sovranità marocchina, il piano di autonomia proposto dal Regno del Marocco come unica base credibile per una soluzione politica seria, credibile e duratura alle diverse zone artificiali che circondano il Sahara.

Questa posizione è stata espressa in una dichiarazione congiunta rilasciata a Rabat, a seguito degli incontri tra il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini residenti all’estero, Nasser Bourita, e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica dello Zambia, Mulambo Haimbe, durante una visita di lavoro in Marocco.

Haimbe ha inoltre espresso il sostegno del suo Paese agli sforzi delle Nazioni Unite per raggiungere una soluzione a questa controversia regionale, nonché al piano di autonomia presentato dal Regno del Marocco, considerandolo l’unica soluzione credibile, seria e realistica per risolvere la questione.

Ha tuttavia sottolineato che tale iniziativa costituisce una base pragmatica e costruttiva per raggiungere una soluzione politica duratura e reciprocamente accettabile.

Da parte sua, Bourita ha accolto con favore il positivo sviluppo delle relazioni tra i due Paesi fratelli negli ultimi anni, promosso in particolare dall’apertura, nell’ottobre 2020, dell’Ambasciata dello Zambia a Rabat e del suo Consolato Generale a Laâyoune.

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Emirati: 13 rinvii a giudizio per traffico di materiale militare verso Port Sudan

Il Consigliere Hamad Saif Al Shamsi, Procuratore Generale degli Emirati Arabi Uniti, ha disposto il deferimento di 13 imputati e sei società registrate negli Emirati Arabi Uniti alla Corte d’Appello Federale di Abu Dhabi (Corte per la Sicurezza dello Stato) con l’accusa di traffico illecito di materiale militare, falsificazione e riciclaggio di denaro. Lo riporta l’agenzia di stampa emiratina “Wam”.

La decisione fa seguito a un’ampia indagine condotta dalla Procura, che ha rivelato come gli imputati abbiano tentato di far transitare un carico di munizioni attraverso il territorio degli Emirati Arabi Uniti per conto dell’Autorità di Port Sudan, in chiara violazione delle leggi e dei regolamenti vigenti nel Paese.

Le indagini hanno accertato che il caso è collegato ad accordi di appalto richiesti dal comitato per gli armamenti dell’Autorità Portuale del Sudan, presieduto da Abdel Fattah Al Burhan e dal suo vice Yasser Al Atta, con il coordinamento attribuito a Othman Mohammed Al Zubair Mohammed. Le accuse includono anche individui che avrebbero avuto un ruolo nella direzione e nel coordinamento, tra cui Salah Abdallah Mohammed Saleh, noto come Salah Gosh.

Gli imputati sono accusati di traffico illecito di materiale militare, falsificazione e utilizzo di documenti ufficiali, nonché di riciclaggio di denaro proveniente da questi reati, che costituiscono gravi violazioni della legge degli Emirati Arabi Uniti.

Secondo l’accusa, l’operazione è stata condotta attraverso due transazioni interconnesse che prevedevano una pianificazione preventiva e l’utilizzo di società di copertura commerciali e finanziarie per occultarne la natura illecita.

Nella prima transazione, conclusa al di fuori degli Emirati Arabi Uniti, è stato raggiunto un accordo per la fornitura di materiale militare, tra cui fucili Kalashnikov, mitragliatrici e granate, per un valore dichiarato di 13 milioni di dollari, mentre il suo valore effettivo non superava i 10 milioni di dollari. La differenza è stata ripartita in commissioni illecite tra gli imputati per aver facilitato l’affare, con pagamenti effettuati tramite società autorizzate e conti bancari negli Emirati Arabi Uniti sotto una copertura commerciale fittizia.

La seconda transazione è stata eseguita all’interno degli Emirati Arabi Uniti, utilizzando oltre 2 milioni di dollari provenienti dal ricavato della prima transazione per procurarsi un’ulteriore spedizione di munizioni. Parte di questa spedizione è stata introdotta nel Paese con mezzi fraudolenti per nasconderne la vera natura, utilizzando un aereo privato in preparazione al trasferimento a Port Sudan.

Le autorità competenti sono riuscite a scoprire l’operazione, a tracciare i flussi finanziari e le spedizioni e a sventare il piano prima del suo completamento. Gli imputati sono stati arrestati e il tentativo di transito del materiale militare è stato impedito.

Le indagini hanno inoltre rivelato che il piano si estendeva oltre la spedizione sequestrata e prevedeva la preparazione per contrabbandare altri cinque milioni di proiettili Goryunov attraverso sei ulteriori transazioni. L’interruzione della prima spedizione ha impedito l’esecuzione di questi piani.

L’indagine ha prodotto prove conclusive, tra cui il sequestro e l’analisi di documenti finanziari e commerciali, atti e corrispondenza ufficiale, nonché il tracciamento di bonifici bancari e flussi di denaro collegati alle transazioni. Le prove includevano anche confessioni di diversi imputati e registrazioni e comunicazioni documentate che dimostravano il coordinamento tra i soggetti coinvolti.

Il Procuratore Generale aveva precedentemente annunciato il 30 aprile 2025 che le autorità di sicurezza avevano sventato un tentativo di introdurre illegalmente armi e materiale militare nell’Autorità Portuale del Sudan. Ciò ha portato all’arresto degli individui coinvolti e ha costituito la base del caso attuale.

Nelle sue conclusioni, la Procura ha sottolineato che gli Emirati Arabi Uniti non tollereranno alcun tentativo di sfruttare il proprio territorio, le proprie istituzioni o il proprio sistema finanziario per scopi illeciti, affermando che la sovranità e la sicurezza dello Stato sono inviolabili e che la legge sarà applicata con la massima fermezza a tutti i soggetti coinvolti.

Le persone deferite al processo sono:

Rashed Omar Abdul Qader Ali

Mohammed Al Fath Mohammed Beik

Salah Abdallah Mohammed Saleh

Abdullah Khalafallah

Ahmed Rabie Sayed Ahmed Mohammed

Yasser Abdulrahman Hassan Al Atta

Othman Mohammed Al Zubair Mohammed

Maher Abduljalil Mohammed Abduljalil

Khaled Yousef Mukhtar Yousef

Ahmed Khalafallah Abdullah Ahmed

Mubarak Ali Al Sheikh Mohammed

Othman Bakr Ali Karrar

Musab Awad Al Karim Hassan Mohammed

The six companies referred to trial are:

Rashed Omar Brokerage Company

Portex Trade Limited

Wardat Al Masarra Trading Company

Sudamina Company

Yellow Sand Trading Company

Apollara Electronics Trading Company

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Dall'Italia

Fa tappa a Roma la “Marvels of Saudi Orchestra”, super ospite Bocelli

Annuncio della Saudi Music Commission, l’evento al Colosseo

Sotto il patrocinio di Sua Altezza il Principe Bader bin Abdullah bin Farhan Al Saud, ministro della Cultura e presidente della Saudi Music Commission, la Commissione ha annunciato l’undicesima tappa del tour mondiale “Marvels of Saudi Orchestra”, in programma a Roma in programma a Roma al Colosseo nella prima metà di maggio. L’evento vedrà la partecipazione straordinaria di Andrea Bocelli, insieme all’Orchestra e al Coro Nazionale Saudita e alle arti performative saudite.

Il tour ha toccato Parigi, Città del Messico, New York, Londra e Tokyo, per poi fare ritorno a Riyadh e proseguire verso la Sydney Opera House, il Château de Versailles e il Maraya Theater di AlUla, affermandosi come piattaforma di scambio culturale tra Arabia Saudita e pubblico internazionale.
La tappa di Roma, capitale della tradizione artistica e musicale europea, vuole confermare il ruolo della musica come linguaggio condiviso capace di favorire il dialogo tra culture.

Il programma includerà opere saudite, italiane e internazionali, eseguite dall’Orchestra e dal Coro Nazionale Saudita insieme a musicisti italiani sotto la direzione del Maestro Marcello Rota, con la partecipazione di Andrea Bocelli.
La serata presenterà inoltre arti performative tradizionali saudite, tra cui Ardah Wadi Al-Dawasir, Al-Khatwa e Yanbaawi, offrendo un’esperienza artistica che unisce musica, movimento e poesia.

“Questa tappa rappresenta un’opportunità per condividere l’arte saudita e sviluppare un dialogo creativo con talenti internazionali”, ha dichiarato in un comunicato Paul Pacifico, CEO della Music Commission.

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Sahara: Germania ribadisce centralità dell’autonomia sotto la sovranità marocchina

Intende agire in conformità a tale posizione sul fronte diplomatico ed economico

La Germania ha ribadito la centralità dell’autonomia sotto la sovranità marocchina per quanto riguarda la questione del Sahara e intende agire in conformità a tale posizione sul fronte diplomatico ed economico.

Questa posizione è stata espressa nella dichiarazione congiunta adottata al termine della seconda sessione del Dialogo strategico multidimensionale Marocco-Germania, svoltasi giovedì a Rabat, tra il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini all’Estero, Nasser Bourita, e il suo omologo tedesco, Johann Wadephul.

La Repubblica Federale di Germania ha inoltre accolto con favore la Risoluzione 2797 adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 31 ottobre 2025, che afferma che “un’autentica autonomia sotto la sovranità marocchina potrebbe rappresentare la soluzione più praticabile” alla controversia regionale relativa al Sahara marocchino.

La Germania ha ribadito la centralità dell’Iniziativa per l’Autonomia presentata dal Regno del Marocco, dichiarando inoltre di considerare il piano di autonomia proposto dal Marocco “una base seria e credibile per i negoziati” volti a una soluzione giusta, duratura e reciprocamente accettabile di questa controversia regionale.

Pur ribadendo il suo pieno sostegno al Segretario Generale delle Nazioni Unite e al suo Inviato Personale nella conduzione e nella facilitazione dei negoziati “sulla base del piano di autonomia marocchino”, la Germania ha accolto con favore la disponibilità del Marocco a “spiegare la forma che assumerebbe l’autonomia sotto la sovranità marocchina”, si legge nel documento congiunto.

Infine, la Germania si è impegnata, nella stessa dichiarazione congiunta, ad “agire in conformità con tale posizione sul fronte diplomatico ed economico”, nel rispetto del diritto internazionale, conclude il testo.

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Marocco: Usa rilanciano il partenariato strategico

Gli Stati Uniti hanno ribadito con forza il loro legame strategico con il Marocco in occasione della visita a Rabat del Segretario di Stato Aggiunto Christopher Landau, che ha incontrato il ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita. Tre i dossier al centro dei colloqui: la questione del Sahara, l’apertura di un nuovo consolato a Casablanca e l’adesione del Marocco agli Accordi Artemis sull’esplorazione spaziale.

In conferenza stampa, Landau ha ringraziato “il Presidente Donald Trump e il Re Mohammed VI per la loro visione e la loro leadership”, sottolineando come questa “spinge il partenariato di 250 anni verso nuovi traguardi”. Il diplomatico ha ricordato che gli Stati Uniti possiedono “il più antico edificio diplomatico al mondo a Tangeri”, mentre giovedì aprirà i battenti il più recente, a Casablanca. “Ecco cosa significa un impegno autentico e una relazione duratura”, ha affermato, definendo il Marocco “un partner indispensabile, stabile e strategico in Nord Africa, nel continente africano e sulla scena internazionale”.

Sul fronte del Sahara, Washington ha riaffermato il proprio riconoscimento della sovranità marocchina sul territorio, in linea con la posizione già espressa dall’amministrazione Trump nel 2020. Landau ha ribadito il sostegno americano alla “proposta di autonomia seria, credibile e realistica del Marocco”, definendola “l’unica base per una soluzione giusta e duratura al contenzioso territoriale”. Il Segretario di Stato Aggiunto ha inoltre invocato la Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza ONU come quadro di riferimento per giungere a una soluzione pacifica, avvertendo che “questa situazione non può attendere altri 50, 150 o 200 anni”. Washington ha anche confermato il supporto alle imprese americane che intendono investire e operare nel Sahara.

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Sahara: Canada riconosce piano autonomia del Marocco

Come base per una soluzione alla controversia regionale sul Sahara marocchino

Il Canada “riconosce il piano di autonomia” proposto dal Marocco “come base per una soluzione reciprocamente accettabile” alla controversia regionale sul Sahara marocchino. Questa posizione è stata espressa in una dichiarazione rilasciata martedì a Ottawa dal Ministero degli Affari Esteri canadese, a seguito di una conversazione telefonica tra la ministra degli Affari Esteri del Canada, Anita Indira Anand, e il ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini all’Estero, Nasser Bourita.

La dichiarazione sottolinea inoltre che, consapevole dell'”importanza” della questione del Sahara per il Marocco, il Canada prende atto della Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 31 ottobre 2025 e ne trae le dovute conclusioni. Pur ribadendo “la necessità di raggiungere una soluzione politica duratura, giusta e reciprocamente accettabile, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite e le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza”, la dichiarazione del ministero canadese definisce il piano di autonomia proposto dal Marocco “un’iniziativa seria e credibile volta a raggiungere una soluzione giusta e duratura al conflitto”. Questo cambiamento di posizione del Canada precede una “visita ufficiale in Marocco” del ministro Anand “nelle prossime settimane”, che offrirà l’opportunità “di approfondire il dialogo sulle relazioni tra i due Paesi e intensificare le discussioni sul Sahara”, conclude la dichiarazione.

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Sahara: Svizzera considera l’iniziativa di autonomia sotto la sovranità marocchina come la base più seria

Credibile e pragmatica per la risoluzione della controversia regionale

La Svizzera ha affermato venerdì di “considerare l’iniziativa di autonomia” presentata dal Marocco “la base più seria, credibile e pragmatica” per la risoluzione della controversia regionale relativa al Sahara marocchino.

Questa posizione è stata espressa in una comunicazione congiunta adottata dal Consigliere federale Ignazio Cassis, Vicepresidente della Confederazione Svizzera e Capo del Dipartimento federale degli Affari esteri, e dal Ministro degli Affari esteri, della Cooperazione africana e dei marocchini residenti all’estero Nasser Bourita, in visita di lavoro a Berna. Nello stesso documento congiunto, la Svizzera “accoglie con favore” l’adozione della Risoluzione 2797 del Consiglio di sicurezza, affermando che “un’autentica autonomia sotto la sovranità marocchina potrebbe costituire una delle soluzioni più praticabili”.

La Svizzera ha inoltre ribadito il suo “sostegno al ruolo centrale svolto dalle Nazioni Unite e agli sforzi intrapresi dall’Inviato personale del Segretario generale”.

Il rinnovato sostegno della Svizzera all’iniziativa di autonomia presentata dal Marocco è in linea con il crescente consenso internazionale generato dall’impulso dato dal Re Mohammed VI, a favore dell’identità marocchina del Sahara e a sostegno dell’Iniziativa di Autonomia.

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Sahara: Regno Unito ribadisce il suo sostegno al piano di autonomia marocchino

Come “la base più credibile, praticabile e pragmatica per la pace nel Sahara”

Il Ministro degli Esteri britannico Yvette Cooper ha ribadito giovedì la posizione del suo Paese sulla questione del Sahara Occidentale, rinnovando il sostegno britannico al piano di autonomia presentato dal Marocco come “la base più credibile, praticabile e pragmatica per la pace nel Sahara”.

A seguito dell’incontro con il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini all’Estero, Nasser Bourita, durante la sua visita a Londra, il Ministro degli Esteri britannico ha ribadito la posizione del suo Paese sulla questione del Sahara Occidentale, rinnovando il sostegno britannico al piano di autonomia presentato dal Marocco. Si ricorda che tale posizione è stata espressa in seguito all’ultimo Dialogo Strategico Marocco-Regno Unito, tenutosi a Rabat il 1° giugno 2025. Il comunicato congiunto ha inoltre sottolineato la necessità che le parti si impegnino con urgenza e in modo costruttivo nel processo politico condotto sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Il Regno Unito ha indicato che, in linea con tale posizione, continuerà a impegnarsi a vari livelli bilaterali, regionali e internazionali per sostenere la risoluzione di questa controversia.

La signora Cooper ha inoltre elogiato le eccellenti relazioni bilaterali, sottolineando che “la partnership con il Regno del Marocco è fonte di grande valore per i popoli di entrambi i Paesi, in particolare attraverso le opportunità di cooperazione legate ai Mondiali di calcio del 2030”.