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Marocco, Re Mohammed VI: Successo storico per la CAN 2025, nonostante incidenti in finale

Al termine della 35ª edizione della Coppa d’Africa delle Nazioni (CAN 2025), ospitata dal Regno del Marocco dal 21 dicembre 2025 al 18 gennaio 2026, Sua Maestà il Re Mohammed VI ha espresso, attraverso un comunicato del Gabinetto Reale, i suoi ringraziamenti a tutta la Nazione per il contributo decisivo al pieno successo dell’evento.

Il Sovrano ha rivolto particolari complimenti a tutti i cittadini marocchini, nelle diverse città del Regno, per lo sforzo profuso e per la calorosa accoglienza che ha reso possibile un’edizione riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Un plauso speciale è andato ai milioni di marocchini – donne, uomini e bambini – che hanno sostenuto con passione ed esemplarità la nazionale, oggi posizionata all’8º posto nel ranking mondiale FIFA, risultato storico frutto di una politica sportiva e infrastrutturale ambiziosa, oltre che della scelta patriottica di tanti talenti della diaspora marocchina di difendere i colori nazionali con orgoglio e determinazione.

Questa edizione della competizione continentale – sottolinea il comunicato – rimarrà nella storia non solo per gli eccellenti risultati sportivi, ma anche per aver dimostrato il significativo balzo qualitativo compiuto dal Marocco sulla via dello sviluppo e del progresso, grazie a una visione di lungo termine e a un modello marocchino unico e performante, che pone il cittadino al centro di ogni ambizione.

Pur riconoscendo che la grande festa calcistica africana ospitata dal Regno è stata purtroppo segnata da “fatti spiacevoli e deplorevoli” negli ultimi minuti della finale tra le nazionali del Marocco e del Senegal, il Re ha espresso la convinzione che, una volta calmata la passione, la fraternità interafricana riprenderà il sopravvento. Il successo marocchino è anche un successo per l’Africa intera: il Regno si dice orgoglioso di aver offerto un mese di gioia popolare ed emozione sportiva, contribuendo al prestigio del continente e del suo calcio.

Di fronte a tentativi di denigrazione e screditamento, Sua Maestà ha ribadito la certezza che “progetti ostili non raggiungeranno mai i loro obiettivi”, confidando nella saggezza del popolo marocchino, capace di discernere e di non lasciarsi trascinare da rancore o discordia. Nulla potrà alterare i legami secolari di vicinanza tra i popoli africani né la cooperazione feconda costruita con i vari paesi del continente, rafforzata da partenariati sempre più ambiziosi.

Il Regno del Marocco – conclude il comunicato – è e resterà una grande nazione africana, fedele allo spirito di fraternità, solidarietà e rispetto verso il proprio continente. In linea con la visione illuminata del Sovrano, il Marocco proseguirà il suo impegno costante per un’Africa unita e prospera, attraverso la condivisione di esperienze, expertise e know-how.

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Marocco: firmata Carta del consiglio per la pace su istruzioni di Mohammed VI

Su istruzioni del Re Mohammed VI, Presidente del Comitato Al-Quds, il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione e dei Marocchini residenti all’Estero, Nasser Bourita, ha firmato la Carta del Consiglio per la Pace questo giovedì a Davos, in Svizzera, durante una cerimonia presieduta dal Presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump.

Questa firma fa seguito all’accettazione da parte del Re di aderire, in qualità di Membro Fondatore, a questa iniziativa proposta dal Presidente degli Stati Uniti, che mira a “contribuire agli sforzi di pace in Medio Oriente e ad adottare un nuovo approccio alla risoluzione dei conflitti nel mondo”.

Il Marocco e il Bahrein sono stati i primi due Paesi a firmare la Carta, dopodiché il Presidente Trump ha annunciato che la Carta era ufficialmente entrata in vigore, segnando l’istituzione formale del Consiglio per la Pace. Alla cerimonia di firma della Carta del Consiglio per la Pace, tenutasi a margine del Forum Economico Mondiale di Davos, hanno partecipato una ventina di Capi di Stato e di Governo, nonché i Ministri degli Esteri dei Paesi firmatari, tra cui Turchia, Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Indonesia, Azerbaigian e Argentina.

La partecipazione a questo Consiglio è riservata a un gruppo selezionato di leader di fama internazionale, impegnati a garantire un futuro sicuro e prospero alle generazioni future. Questo invito riconosce la leadership illuminata del Re e la sua statura di indispensabile costruttore di pace.

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Sahara: la Svezia sostiene il piano di autonomia del Marocco

La Svezia “sostiene il piano di autonomia proposto dal Marocco, alla luce della risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza”, come “base credibile” per i negoziati volti a raggiungere una soluzione definitiva alla controversia regionale sul Sahara marocchino.
Questa posizione è stata espressa in una dichiarazione ufficiale rilasciata dal Ministero degli Affari Esteri svedese a seguito di una conversazione telefonica tenutasi lunedì tra il Ministro degli Esteri svedese Maria Malmer Stenengard e il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini residenti all’Estero del Marocco, Nasser Bourita.
Con questo sostegno esplicito, la Svezia si unisce alla stragrande maggioranza degli Stati membri dell’Unione Europea e a oltre due terzi degli Stati membri delle Nazioni Unite nel sostenere il piano di autonomia marocchino. Si ricorda che la risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 31 ottobre 2025, afferma che un’autentica autonomia sotto la sovranità marocchina è la soluzione più fattibile a questa controversia regionale.

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Marocco-Stati Uniti: Mohammed VI risponde a invito Trump per Gaza

Il Re del Marocco, Mohammed VI, Presidente del Comitato Al-Quds, ha ricevuto un invito da Donald J. Trump, Presidente degli Stati Uniti, a unirsi, in qualità di membro fondatore, al Peace Board che intende lanciare.

L’iniziativa mira a “contribuire agli sforzi di pace in Medio Oriente e ad adottare un nuovo approccio alla risoluzione dei conflitti in tutto il mondo”, secondo una dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e degli Espatriati Marocchini.

Il Peace Board è riservato a un gruppo ristretto di leader riconosciuti a livello internazionale, impegnati per un futuro sicuro e prospero per le generazioni future, si legge nella dichiarazione.

Questo invito, aggiunge, riflette il riconoscimento della leadership illuminata di Sua Maestà il Re, che Dio lo assista, e della Sua statura di attore chiave per la pace, e dimostra la fiducia che il Sovrano ripone sia nel Presidente degli Stati Uniti che nella comunità internazionale.

Accolte con favore l’impegno e la visione del Presidente Donald Trump per la promozione della pace, Sua Maestà il Re ha accettato questo invito. In questo contesto, il Marocco ratificherà lo statuto fondativo di questo Consiglio.

Il Consiglio per la Pace assumerà la forma giuridica di un’organizzazione internazionale con l’obiettivo di promuovere la stabilità, ripristinare la governance e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti.

Il suo mandato si baserà sulla cooperazione pratica, sull’azione efficace e su partnership orientate ai risultati. La partecipazione a questo Consiglio è strettamente su invito del Presidente degli Stati Uniti d’America.

Inoltre, il Marocco accoglie con favore l’annuncio del lancio della seconda fase del piano di pace globale del Presidente Trump, nonché la costituzione ufficiale del Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza come organo temporaneo di transizione.

Sotto la guida illuminata del Re, il Marocco ribadisce il suo fermo impegno per una pace giusta, globale e duratura in Medio Oriente, che consenta la creazione di uno Stato palestinese entro i confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale, e che viva fianco a fianco in pace con Israele, conclude la dichiarazione.

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Marocco: Principe Moulay Rachid riceve i membri della Nazionale di Calcio, finalisti della Coppa d’Africa 2025

Su richiesta del Re Mohammed VI, il Principe Moulay Rachid ha ricevuto i membri della Nazionale di Calcio, finalisti della Coppa d’Africa 2025, presso il Palazzo Reale degli Ospiti di Rabat.

In questa occasione, il Principe Moulay Rachid è stato accolto dal Presidente della Federazione Reale Marocchina di Calcio, Fouzi Lekjaa, dal Ct della Nazionale, Walid Regragui, e dai membri della Nazionale, prima di posare per una foto commemorativa.

Questo ricevimento testimonia il costante sostegno del Re ai giovani e il suo impegno per la loro crescita attraverso lo sport, nonché il particolare interesse che il Sovrano nutre per questo settore in generale e per il calcio in particolare. Sua Maestà il Re Mohammed VI, subito dopo la partita finale tra la Nazionale marocchina e quella senegalese, ha inviato un messaggio di congratulazioni ai membri della Nazionale. Nel suo messaggio, il Sovrano ha sottolineato che, grazie alla loro brillante prestazione alla Coppa d’Africa del 2025 in Marocco, gli Atlas Lions “hanno dimostrato che perseveranza, dedizione e lavoro di squadra sono la strada per raggiungere grandi traguardi” e “hanno offerto al mondo un esempio di ciò che i giovani marocchini e africani possono realizzare quando hanno fiducia nei propri talenti e nelle proprie capacità”.

“Avete anche dimostrato, attraverso la vostra determinazione e la vostra prestazione eroica e onorevole, l’importanza della nostra visione strategica di investire nel capitale umano e di modernizzare le infrastrutture del Regno, che ha dimostrato la sua resilienza e la sua preparazione di livello mondiale in vista dell’organizzazione della Coppa del Mondo del 2030”, ha affermato il Re nel suo messaggio.

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Il Marocco supera con successo l’esame della CAN 2025: la migliore Coppa d’Africa mai organizzata, preludio perfetto per il Mondiale 2030

Il Regno del Marocco ha chiuso con un trionfo organizzativo la Coppa d’Africa delle Nazioni 2025, unanimemente riconosciuta a livello internazionale come la migliore edizione mai disputata sul continente africano.

Organizzazione impeccabile, accoglienza calorosa riservata a squadre, delegazioni e tifosi, e un livello di sicurezza esemplare hanno permesso al Marocco di superare con pieno merito questo importante “pre-esame” continentale, a poco più di quattro anni dall’organizzazione congiunta – insieme a Spagna e Portogallo – della Coppa del Mondo FIFA 2030.

Il successo della CAN 2025 è strettamente legato alla Visione Reale per lo sviluppo del calcio nazionale promossa dal Re Mohammed VI. Tale visione si è concretizzata attraverso la creazione dell’Accademia Mohammed VI di Football, vera fucina di talenti che ha prodotto numerose stelle del calcio marocchino, la moltiplicazione dei campi di prossimità in tutto il Paese e gli ingenti investimenti nel settore giovanile.

Un riferimento fondamentale rimane la Lettera Reale indirizzata il 24 ottobre 2008 ai partecipanti alle Assises nazionali dello Sport tenutesi a Skhirat, nella quale il Sovrano delineava con chiarezza le priorità per superare le criticità del movimento sportivo e trasformare il calcio marocchino in un settore moderno, professionale e inclusivo.

La finale della CAN 2025 è stata impreziosita dalla presenza di Sua Altezza Reale il Principe Moulay Rachid, che ha rappresentato il Re Mohammed VI, che Dio lo assista, conferendo ulteriore prestigio all’evento.

Numerose personalità africane hanno scelto di presenziare alla 35ª edizione del torneo: tra queste il Presidente del Rwanda e il Presidente della Commissione dell’Unione Africana, giunti in Marocco nel quadro di visite private. La loro partecipazione sottolinea il leadership africano del Sovrano e la posizione di primo piano occupata dal Regno nel panorama calcistico continentale.

Con questa edizione da record, il Marocco conferma non solo la propria capacità organizzativa di standard mondiali, ma anche il ruolo di locomotiva del calcio africano e di ponte tra il continente e il palcoscenico globale, in vista del grande appuntamento del 2030.

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Marocco: Re Mohammed VI invia un messaggio di congratulazioni alla nazionale di calcio, finalista della Coppa d’Africa delle Nazioni

Il Re Mohammed VI ha rivolto un messaggio di congratulazioni ai membri della nazionale marocchina di calcio, finalista della Coppa d’Africa delle Nazioni (Marocco 2025).

Nel testo, il Sovrano esprime le più calorose felicitazioni ai giocatori, agli allenatori, agli staff tecnici, medici e amministrativi, nonché ai responsabili della Federazione reale marocchina di calcio per questo prestigioso risultato continentale.

«Attraverso questo percorso distinto, avete dimostrato che la perseveranza, la serietà e lo spirito di squadra sono la via per raggiungere grandi prestazioni. Avete inoltre offerto al mondo un esempio di ciò che la gioventù marocchina e africana può realizzare quando ha fiducia nei propri talenti e nelle proprie capacità», sottolinea il Re.

«Avete anche provato, con la determinazione e la performance eroica e onorevole di cui avete dato prova, l’importanza della nostra visione strategica di investire nel capitale umano e di modernizzare le infrastrutture del Regno, che hanno dimostrato la loro resilienza e il loro livello di preparazione mondiale in vista dell’accoglienza della Coppa del mondo 2030», prosegue il messaggio.

«Tanto quanto consideriamo che l’organizzazione da parte del nostro Paese di questo prestigioso campionato, con una qualità di organizzazione e un’accoglienza calorosa che trae origine dalla nobiltà e dai valori secolari della Nazione marocchina, costituisca un brillante exploit sportivo, altrettanto vi vediamo un messaggio di speranza e di fiducia del Marocco verso il suo continente, confermando che il talento africano è capace di eccellere e di innovare in tutti i campi», afferma il Re.

Salutando con grande considerazione i tifosi marocchini appassionati che hanno sostenuto la nazionale durante tutto il torneo con entusiasmo e grande fiducia in tutte le sue componenti, il Sovrano invita i membri della squadra a proseguire gli sforzi per realizzare ulteriori traguardi e onorare il calcio marocchino nelle diverse competizioni internazionali, assicurando loro la Sua Alta sollecitudine e benevolenza.

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Mohammed VI ha fatto del calcio una leva strategica per il Marocco

Successo popolare e organizzativo, la Coppa d’Africa delle Nazioni (CAN) ospitata quest’anno dal Marocco posiziona il paese come un perno tra Africa, Europa e mondo arabo. L’analisi di Sébastien Boussois, ricercatore in geopolitica.

«La Coppa d’Africa delle Nazioni (CAN) che si conclude in Marocco è un evento storico per il paese, ben oltre la semplice sfida sportiva. Tanto più che il Marocco si trova in finale e rende orgoglioso un intero popolo! La CAN 2025 è stata un momento politico, strategico e simbolico di grande rilievo per il Regno e per Mohammed VI. Per la sua portata, il suo successo popolare e la qualità della sua organizzazione, ha funzionato come vetrina del Marocco contemporaneo: un paese che investe nelle sue infrastrutture, nella sua immagine internazionale e nella sua capacità di accogliere il mondo, proiettandosi già verso il 2030, data della Coppa del Mondo che coorganizzerà con Spagna e Portogallo.

Questa CAN è il coronamento di una politica di lungo termine condotta dalla monarchia marocchina da oltre vent’anni: una politica di grandi cantieri, di modernizzazione economica, di stabilizzazione interna attraverso lo sviluppo e di proiezione internazionale assunta. Lo sport non è un passatempo secondario, ma uno strumento di sviluppo, di coesione e di soft power, allo stesso titolo della diplomazia classica o dell’attrattività attraverso gli investimenti. Durante questo mese attorno al pallone rotondo, l’entusiasmo dei tifosi e il successo delle partite non sono mai calati, come le immagini che resteranno impresse nella mente degli appassionati di tutto il mondo. La CAN è uno strumento di unione di tutto un continente, il continente africano, quello delle possibilità e quello in cui il Marocco si è radicato nuovamente da decenni. In vista della Coppa del Mondo 2030, è stata una prova per il Regno. Alla fine, si tratta di un successo massiccio, popolare, organizzativo, diplomatico e mediatico. Gli stadi sono stati pieni, le infrastrutture hanno funzionato, le delegazioni sono state accolte in ottime condizioni. Quanto alla copertura internazionale, è più che positiva.

Questo successo è il frutto di investimenti continui nei trasporti (TGV, aeroporti, autostrade), nell’hotellerie, nella ristrutturazione urbana, nella sicurezza, nella governance degli eventi internazionali e nella formazione delle élite amministrative. Il Marocco raccoglie oggi ciò che ha seminato dall’inizio degli anni 2000. La CAN dà una traduzione concreta a una strategia statale coerente: uno Stato centralizzato, sì, ma strategico, capace di articolare modernizzazione, stabilità e apertura. I Giochi olimpici di Parigi 2024 hanno migliorato l’immagine della Francia a livello internazionale? In un continente in cui l’organizzazione di eventi di questa portata rimane spesso una sfida logistica e politica, il Marocco si impone come un’eccezione credibile e come un polo di fiducia regionale. A questo titolo, la CAN è stata una prova in scala reale, pienamente riuscita, per la Coppa del Mondo 2030. Rassicura le istanze sportive, i partner europei, gli sponsor, gli investitori e le opinioni pubbliche.

Questa diplomazia sportiva si inserisce in una visione più ampia portata da Mohammed VI: quella di un Marocco perno tra Africa, Europa e mondo arabo, capace di parlare tutti i linguaggi, economico, culturale, politico e ormai anche sportivo, per consolidare il proprio posto in un mondo frammentato. In un contesto internazionale instabile, segnato da conflitti, ripiegamenti e sfiducia, il Regno proietta un’immagine di continuità, prevedibilità e competenza. A Rabat, il calcio non è quindi solo un gioco. È diventato uno strumento di politica pubblica, un mezzo di coesione nazionale e un levier di proiezione internazionale. È anche la magia della diplomazia dello sport.»

Dall’installazione di tribunali e commissariati negli stadi alla sorveglianza con droni, il regno ha dispiegato ingenti mezzi per garantire la sicurezza dell’evento. Una performance che ha attirato l’FBI, in osservazione in vista della Coppa del Mondo dell’estate.

Pochi giorni prima del calcio d’inizio della Coppa d’Africa delle Nazioni (CAN), il 21 dicembre 2025, il responsabile della sicurezza della Confederazione Africana di Calcio (CAF), Christian Emeruwa, aveva avvertito: «Il successo della CAN non si misura solo al calcio prodotto sul campo, ma anche alla solidità, spesso invisibile, della sicurezza che circonda ogni partita.»

Dopo un mese di competizione e cinquantuno partite disputate in sei città, bisogna constatare che il Marocco, noto per la sua padronanza in materia di sicurezza, ha vinto la scommessa. Nessun grave incidente è stato registrato. Salvo il buon svolgimento della finale, durante la quale il Marocco affronterà il Senegal domenica 18 gennaio allo stadio Principe Moulay-Abdellah di Rabat.

Numerosi giocatori e dirigenti hanno già salutato «l’eccellente qualità dell’organizzazione» della competizione, come il presidente della Federazione calcistica camerunense (Fecafoot), Samuel Eto’o, o l’internazionale egiziano Mohamed Salah.

Va detto che, per l’occasione, il regno chérifien ha dispiegato grandi mezzi. Nei giorni di partita, lo stesso importante e visibile dispositivo di polizia è stato installato nei pressi degli stadi e più in generale nelle città ospitanti, con il supporto di circa 3.500 nuove reclute formate appositamente per l’evento e l’installazione di 6.000 telecamere.

Da cinque a sette filtraggi

Da Tangeri a Rabat, passando per Marrakech e Fès, i tifosi hanno costantemente dovuto passare attraverso cinque o sette controlli dei biglietti e perquisizioni personali prima di poter accedere alle tribune. Un fatto senza precedenti. Prima, durante e dopo le partite, droni non hanno smesso di sorvolare le folle esaltate dalla vittoria della loro squadra o abbattute dalla sconfitta. «La gestione dei flussi è uno degli enjeux principali della messa in sicurezza del pubblico all’interno e all’esterno degli stadi», spiega l’ex ufficiale della gendarmeria reale, Nizar Derdabi.

La tragedia del Camerun, paese ospitante della CAN nel 2022, dove otto persone sono morte all’ingresso dello stadio Olembé in una calca, resta impressa nella memoria. Così come il fiasco della finale di Champions League 2022 allo Stade de France a Parigi. «Si tratta di casi scuola su cui le forze di sicurezza marocchine sono state istruite per adottare comportamenti più diplomatici del solito», assicura Nizar Derdabi.

«Oltre agli aspetti preventivo e dissuasivo, la dottrina marocchina di sicurezza si basa anche su un aspetto repressivo», prosegue Nizar Derdabi, docente anche alla Scuola di guerra economica di Rabat. Commissioni giudiziarie – sorta di tribunali mobili – e commissariati sono stati installati in ogni stadio, per poter trattare e giudicare rapidamente le infrazioni minori.

In totale, tra il 21 dicembre e il 6 gennaio, 150 infrazioni sono state così trattate. «L’accesso o il tentativo di accesso fraudolento» (61 casi), seguito dalla «vendita a un prezzo superiore al tariffario regolamentato» (19 casi), sono in testa.

«Stadi fiammeggianti nuovi»

Dall’inizio della competizione, il regno sa di essere particolarmente sotto osservazione. Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha assistito a diverse partite. Perché per il Marocco come per le istanze internazionali del calcio, gli enjeux di successo sportivi, economici e di sicurezza superano la CAN, che funge da prova generale in vista della coorganizzazione, con Spagna e Portogallo, della Coppa del Mondo 2030.

«Finora il Marocco ha dimostrato di essere in grado di rispondere ai più alti standard internazionali in termini di organizzazione, messa in sicurezza, gestione dei flussi e soprattutto di accoglienza in stadi fiammeggianti nuovi, con infrastrutture ampiamente all’altezza», analizza Jean-Baptiste Guégan, docente di geopolitica dello sport a Sciences Po Parigi.

I servizi di sicurezza marocchini hanno inoltre posto l’accento sulla loro capacità di cooperare con gli omologhi continentali provenienti dai ventitré paesi partecipanti alla competizione, con l’inaugurazione all’inizio di dicembre del Centro di cooperazione poliziesca africana, con sede a Salé, a nord di Rabat.

Una delegazione dell’FBI, principale servizio di polizia e intelligence interna statunitense, si è recata in Marocco il 6 e 7 gennaio, in un contesto in cui gli Stati Uniti sono in piena preparazione della Coppa del Mondo. Dopo aver assistito a due partite degli ottavi di finale (Marocco-Tanzania e Algeria-Congo), Rabat ha evocato in un comunicato «la volontà americana di esaminare i fattori di successo e di eccellenza del modello marocchino in materia di sicurezza dei grandi eventi sportivi».

«Un certo livello di expertise»

Il punto di vista americano appare tuttavia più sfumato. Secondo una fonte vicina alla FIFA, lo spostamento di direttori dell’FBI nella capitale marocchina «interviene soprattutto in una logica di analisi dei comportamenti dei tifosi africani in vista della Coppa del Mondo», mentre il calcio non ha la stessa importanza oltre Atlantico.

«Ci sono ambiti in cui i servizi di sicurezza marocchini dispongono di un certo livello di expertise da cui gli americani possono trarre ispirazione, come ad esempio il coordinamento tra mezzi tecnologici e umani», aggiunge tuttavia l’esperto di sicurezza Matthew Wein, ex funzionario del Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti.

Secondo la formula consacrata dalla rivista settimanale Telquel, l’organizzazione della CAN 2025 riveste inoltre un’importanza strategica per il Marocco nello sviluppo della sua «diplomazia di sicurezza».

A margine della Coppa d’Africa delle Nazioni, Rabat ha ospitato un simposio sulla sicurezza degli eventi sportivi con la presenza dell’ONU, della FIFA e dell’Unione delle associazioni europee di calcio (UEFA). «Il Marocco vuole dimostrare di poter essere un alleato di peso nelle istanze di sicurezza internazionale», aggiunge Nizar Derdabi.

E il suo modello, già riconosciuto per la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, sembra sempre più apprezzato, sia da Parigi, dopo la fine della crisi bilaterale, sia da Berlino e Madrid, le cui polizie hanno appena firmato accordi nel campo dell’intelligence l’8 gennaio. Come una forma di riconoscimento simbolico, a fine novembre 2025 il regno ha ospitato la 93ª assemblea generale dell’Organizzazione internazionale di polizia criminale (Interpol).

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Emirati: Binghatti inaugura a Meydan la prima città al mondo a marchio Mercedes-Benz

In occasione del più grande evento immobiliare nella storia di Dubai.

Dubai, [15 gennaio 2026]: Dopo il successo globale della loro prima collaborazione, Binghatti e Mercedes-Benz si sono riunite per perseguire una visione molto più ampia, che amplia i confini sia del settore immobiliare di lusso che dell’innovazione automobilistica. La loro partnership torna ora con l’inaugurazione di Mercedes-Benz Places | Binghatti City, la prima città al mondo a marchio Mercedes-Benz e la prima comunità pianificata dallo sviluppatore, un monumentale progetto da 30 miliardi di AED che si estende su oltre 9 milioni di metri quadrati a Nad Al Sheba.

La grande inaugurazione a Meydan ha regalato uno dei momenti più emozionanti del settore immobiliare di Dubai. Presentata dall’attore hollywoodiano Terry Crews, la serata ha attirato 25.000 ospiti, la più grande partecipazione a un evento di Binghatti fino ad oggi, con uno spettacolare spettacolo di droni che ha illuminato lo skyline e il programma che si è svolto attorno a due momenti storici di presentazione.

La prima presentazione è stata l’esclusiva presentazione in Medio Oriente di VISION ICONIC, la nuovissima concept car di Mercedes-Benz, ispirata all’epoca d’oro del design automobilistico degli anni ’30 e incarnante la pura essenza del marchio. Il grande lancio si è aperto con un’esibizione del leggendario tenore italiano Andrea Bocelli, che ha dato un tono indimenticabile alla serata.

La seconda presentazione ha poi svelato il masterplan della comunità, un quartiere urbano completamente nuovo composto da dodici torri architettonicamente sincronizzate. Un ampio spettacolo di droni ha illuminato lo skyline di Meydan, seguito da una proiezione laser su Nad Al Sheba che ha tracciato il profilo della formazione di dodici torri, prima che un imponente spettacolo pirotecnico finale coronasse la serata, simboleggiando la portata e l’ambizione della visione.

Il masterplan sarà realizzato in tre fasi, ciascuna delle quali svelerà un nuovo livello di questa visione a scala urbana. Nelle torri, le residenze spaziano dai monolocali agli appartamenti con 3 camere da letto, mentre la torre Vision Iconic offre anche una serie di appartamenti con 4 e 5 camere da letto. Il tutto è imperniato sul fulcro del progetto, l’iconica torre a spirale che dà vita a uno dei masterplan residenziali più ambiziosi della regione.

Al centro del progetto si trova la Grand Promenade, una vasta distesa verde immaginata come un santuario di sostenibilità e consapevolezza ambientale. Progettata come una sequenza di 12 momenti inaspettati ed esperienze curate, presenta elementi acquatici, zone di scoperta, boschetti ombreggiati, padiglioni artistici, percorsi attivi e colline panoramiche.

Attorno al parco, i residenti potranno inoltre godere di un sistema di servizi di lusso esclusivi, 12 club sportivi esclusivi e una rete di grandi strutture al coperto, garantendo uno stile di vita senza pari in tutta la comunità. Il Presidente Muhammad Binghatti ha sottolineato l’importanza di questo momento, sottolineando che entrambi i marchi sono tornati “non solo per consolidare il successo della loro prima collaborazione, ma anche per immaginare cosa potrà diventare il futuro dell’abitare quando l’ingegno automobilistico e l’innovazione architettonica convergono a livello urbano”.

Mathias Geisen, Membro del Consiglio di Amministrazione di Mercedes-Benz Group AG, Sales & Customer Experience, ha affermato che “Questo masterplan rappresenta la più pura espressione della filosofia progettuale del marchio, estendendo il nostro DNA dall’automobile a un ambiente abitativo realizzato con precisione tecnica”.

Mercedes-Benz Places | Binghatti City segna una nuova era, un mondo costruito oltre il domani, dove mobilità, architettura, tecnologia e design funzionano all’unisono. Questa seconda collaborazione tra i due leader globali rappresenta un passo avanti monumentale che delinea non solo uno sviluppo epocale, ma anche un modello per la definizione del futuro dell’abitare di marca a Dubai.

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Marocco: governo lancia programma di ricostruzione per le zone di Safi

Il governo del Marocco ha avviato un programma di intervento post alluvione delle zone colpite dalle inondazioni eccezionali verificatesi nella città di Safi domenica scorsa, a seguito di piogge torrenziali senza precedenti che hanno causato vittime e danni materiali in diversi quartieri, infrastrutture e attrezzature essenziali. Secondo l’agenzia marocchina “Map”, ciò avviene in applicazione delle Istruzioni del Re Mohammed VI, in particolare per quanto riguarda il sostegno, l’assistenza e ogni forma di aiuto alle persone sinistrate,

Il programma, nell’ambito di un approccio globale, si basa su una serie di misure volte a garantire un intervento rapido ed efficace e una risposta immediata ai bisogni delle popolazioni colpite, indica un comunicato del Dipartimento del Capo del Governo.

Questo comprende una serie di misure pratiche urgenti mirate ad attenuare immediatamente l’impatto della catastrofe, tra cui la concessione di aiuti urgenti alle famiglie che hanno perso i loro beni personali, la presa in carico delle abitazioni danneggiate mediante i necessari lavori di ripristino, nonché la ricostruzione, il restauro e la ristrutturazione dei locali commerciali colpiti, con un accompagnamento ai loro proprietari, in conformità alle Alte Orientazioni Reali volte a preservare la dignità del cittadino, garantire condizioni di vita decorose e rafforzare la resilienza.

Sono stati quindi mobilitati i necessari mezzi umani e logistici, rafforzando il coordinamento tra tutti gli attori interessati, precisa la stessa fonte, aggiungendo che le autorità locali avvieranno nei tempi più brevi e in modo efficace l’attuazione delle diverse misure e azioni programmate, con l’obiettivo di assicurare un intervento rapido ed efficiente, una risposta celere ai bisogni delle popolazioni sinistrate e una esecuzione sana e progressiva dei vari assi del programma.

Il lancio di questo programma traduce, ancora una volta, lo spirito di impegno e responsabilità nella gestione degli effetti delle catastrofi naturali, nonché l’Alta Sollecitudine di cui il Re circonda i cittadini, il desiderio di esserne vicino e di ascoltare le loro preoccupazioni, al fine di rispondere ai loro bisogni essenziali, nell’ambito di un approccio solidale globale mirato a garantire una riabilitazione duratura e il rafforzamento della prevenzione dei rischi futuri.