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Ecuador ribadisce il suo sostegno all’iniziativa di autonomia del Marocco

La Repubblica dell’Ecuador ha ribadito venerdì il suo sostegno all’iniziativa di autonomia presentata dal Marocco nel 2007, definendola l’unica soluzione seria, credibile e realistica alla controversia regionale sul Sahara marocchino.

Questa posizione è stata formalizzata nel comunicato congiunto firmato a Rabat al termine dei colloqui tra il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini all’Estero, Nasser Bourita, e il Ministro delle Relazioni Esterne e della Mobilità Umana della Repubblica dell’Ecuador, Gabriela Sommerfeld, in visita di lavoro nel Regno.

L’Ecuador ha inoltre accolto con favore l’adozione della Risoluzione 2797 (2025) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ribadisce come l’autonomia sotto la sovranità marocchina rappresenti la soluzione più praticabile per porre fine a questa controversia regionale.

Entrambi i paesi hanno inoltre ribadito il loro sostegno all’Inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara, nonché agli sforzi volti a promuovere il processo politico verso una soluzione definitiva di questa controversia.

Il comunicato congiunto sottolinea inoltre che la Repubblica dell’Ecuador ha deciso di estendere la propria copertura consolare al Sahara marocchino, in conformità con il diritto internazionale.

L’Ecuador ha anche espresso il proprio impegno a promuovere le opportunità di cooperazione economica e commerciale nel Sahara marocchino, aprendo prospettive promettenti per il continente africano, a beneficio dei suoi settori economici e rafforzando gli scambi in termini di investimenti, commercio e sviluppo produttivo.

Il ministro ecuadoriano ha annunciato che l’Ambasciatore dell’Ecuador a Rabat visiterà presto la regione del Sahara per preparare e sostenere diverse iniziative economiche.

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Marocco: Gabon ribadisce sostegno a sovranità sul Sahara

E accoglie con favore la storica adozione della Risoluzione 2797

La Repubblica del Gabon ha ribadito il suo sostegno alla sovranità del Marocco sul Sahara, accogliendo con favore la storica adozione della Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Nel corso di un incontro tenutosi a Rabat con il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini all’Estero, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione, responsabile per l’Integrazione e la Diaspora della Repubblica del Gabon, Marie-Edith Tassyla-Ye-Doumbeneny, in visita di lavoro amichevole nel Regno, ha ribadito il sostegno del suo Paese alla sovranità del Marocco sul Sahara, riaffermando il suo pieno appoggio al Piano di Autonomia del Marocco come unica soluzione credibile e realistica alla controversia regionale sul Sahara.

In una dichiarazione congiunta rilasciata al termine dell’incontro, il capo della diplomazia gabonese ha accolto con favore la storica adozione, il 31 ottobre 2025, da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, della Risoluzione 2797, che sancisce, nel quadro della sovranità marocchina, il piano di autonomia proposto dal Marocco come unica base seria, credibile e duratura per raggiungere una soluzione politica alla controversia artificiale relativa al Sahara.

La signora Tassyla-Ye-Doumbeneny ha inoltre sottolineato che l’apertura da parte della Repubblica del Gabon di un Consolato Generale a Laayoune nel gennaio 2020, che si inserisce nel contesto del riconoscimento internazionale dell’integrità territoriale del Regno, rappresenta anche una prova tangibile della solidità del partenariato strategico che lega i due Paesi fratelli al più alto livello. La posizione del Gabon, ribadita dalla signora Marie-Edith Tassyla-Ye-Doumbeneny, si inserisce nel contesto della dinamica internazionale avviata dal Re Mohammed VI, a sostegno del piano di autonomia e della sovranità del Regno sul suo Sahara.

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Sahara: São Tomé e Príncipe sostiene la sovranità marocchina

E approva il piano di autonomia sotto la sovranità marocchina come unica soluzione.

La Repubblica di São Tomé e Príncipe ha ribadito la sua costante posizione di sostegno alla sovranità marocchina sul Sahara e al piano di autonomia sotto la sovranità marocchina come unica soluzione a questa controversia regionale. In un comunicato stampa diffuso a seguito dei colloqui a Rabat con il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini all’Estero, Nasser Bourita, il Ministro di Stato per gli Affari Esteri, la Cooperazione e le Comunità di São Tomé e Príncipe, Ilza Maria dos Santos Amado Vaz, ha ribadito la ferma e incrollabile posizione del suo Paese a sostegno dell’integrità territoriale e della sovranità del Marocco su tutto il suo territorio, compresa la regione del Sahara.

In questa occasione, il capo della diplomazia di São Tomé ha ribadito il pieno sostegno di São Tomé e Príncipe al piano di autonomia presentato dal Regno del Marocco, quale unica soluzione credibile e realistica per la risoluzione di questa controversia regionale. Ha inoltre accolto con favore la storica adozione della Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che, nel quadro della sovranità marocchina, sancisce il piano di autonomia proposto dal Marocco come base seria, credibile e sostenibile per raggiungere una soluzione politica alla questione. Il capo della diplomazia di São Tomé e Príncipe ha infine elogiato i significativi progressi compiuti dal Regno del Marocco nello sviluppo socio-economico delle Province Meridionali attraverso il Nuovo Modello di Sviluppo, che promuove la stabilità, la sicurezza e l’integrazione regionale.

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Marocco: Mohammed VI nomina El Yazid Er-Radi Segretario Generale del Consiglio Superiore degli Ulema

Il Re Mohammed VI, in qualità di Comandante dei Credenti del Marocco, ha ricevuto martedì 14 aprile 2026 al Palazzo Reale di Rabat il signor Mohamed Yssef, ex Segretario Generale del Consiglio Superiore degli Ulema, insignendolo del Wissam Al Arch (Grande Ufficiale). Lo riporta l’agenzia di stampa del Marocco “Map”.

Il Sovrano ha conferito la decorazione in riconoscimento degli “encomiabili servizi resi alla sua Religione, alla sua Patria e al suo Re” nelle varie missioni e responsabilità svolte.

Successivamente, il Re ha ricevuto il signor El Yazid Er-Radi, che Sua Maestà ha nominato nuovo Segretario Generale del Consiglio Superiore degli Ulema.

In questa occasione, il Sovrano ha impartito al nuovo responsabile le Sue Alte Direttive affinché il Consiglio possa adempiere alle sue missioni di promozione della Santa Religione musulmana, permeata dai valori di moderazione ed equilibrio, e di preservazione delle costanti religiose del Regno.

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Rabat dà il via alle celebrazioni Capitale Mondiale del Libro UNESCO 2026

E ospita la 31ª Fiera Internazionale del Libro e dell’Editoria (SIEL)

Sotto l’Alto Patrocinio del Re Mohammed VI, il Regno del Marocco si prepara ad ospitare un evento culturale eccezionale, che unisce il lancio ufficiale del programma “Rabat Capitale Mondiale del Libro 2026” (a partire dal 24 aprile 2026) alla 31ª Fiera Internazionale del Libro e dell’Editoria (SIEL), dal 1° al 10 maggio 2026. La capitale marocchina conferma così il suo status di crocevia culturale e polo globale per la cultura e l’industria della conoscenza.

La designazione di Rabat come Capitale Mondiale del Libro nell’ambito dell’iniziativa UNESCO corona la storia millenaria della città, il suo impegno costante per la cultura e l’istruzione e il dinamismo del suo settore librario. Con oltre 54 case editrici e un numero crescente di librerie, Rabat è oggi un motore chiave per la democratizzazione della conoscenza. La SIEL, evento di punta organizzato dal Ministero della Gioventù, della Cultura e della Comunicazione, è una delle fiere del libro più importanti del continente africano. Rappresenta una tappa fondamentale di questa grande celebrazione annuale.

In collaborazione con i partner nazionali e gli enti UNESCO, il Ministero sovrintende alla realizzazione di un programma annuale completo, che comprende 342 attività organizzate attorno a 12 temi. Queste iniziative mirano a portare i libri oltre i loro contesti tradizionali, raggiungendo i cittadini in ospedali, centri di riabilitazione, orfanotrofi, piazze e sui mezzi di trasporto pubblici.

Al centro di questa dinamica, la 31ª edizione della SIEL presenterà una vasta offerta culturale, con la partecipazione di 890 espositori (320 diretti e 570 indiretti) provenienti da 60 paesi e oltre 130.000 titoli. La Francia è il paese ospite d’onore di quest’anno. Questa edizione renderà inoltre omaggio all’esploratore marocchino del XIV secolo Ibn Battuta, ponendo la letteratura di viaggio al centro delle discussioni.

La fiera offre un ricco programma culturale, con oltre 204 eventi e la partecipazione di 720 pensatori e creatori, che affronteranno temi contemporanei legati alla lettura, nonché le innovazioni nei settori culturali e creativi.

Informazioni sulle Capitali Mondiali del Libro

Le città designate Capitali Mondiali del Libro dalla Direzione Generale dell’UNESCO, su raccomandazione di un comitato consultivo, si impegnano a promuovere i libri e la lettura per tutte le età e fasce d’età, sia all’interno che all’esterno dei confini nazionali, e a organizzare un programma di attività che si estende per tutto l’anno.

Rabat, ventiseiesima città a detenere questo titolo dal 2001, succede a Madrid (2001), Alessandria (2002), Nuova Delhi (2003), Anversa (2004), Montréal (2005), Torino (2006), Bogotà (2007), Amsterdam (2008), Beirut (2009), Lubiana (2010), Buenos Aires (2011), Yerevan (2012), Bangkok (2013), Port Harcourt (2014), Incheon (2015), Breslavia (2016), Conakry (2017), Atene (2018), Sharjah (2019), Kuala Lumpur (2020), Tbilisi (2021), Guadalajara (2022), Accra (2023), Strasburgo (2024) e Rio de Janeiro (2025).

Il Comitato consultivo UNESCO per Capitale mondiale del libro è composto da rappresentanti della Federazione europea e internazionale dei librai (EIBF), del Forum internazionale degli autori (IAF), della Federazione internazionale delle associazioni e istituzioni bibliotecarie (IFLA), dell’Associazione internazionale degli editori (IPA) e dell’UNESCO.

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Sahara: Mali annuncia il ritiro del riconoscimento della sedicente “RASD”

La Repubblica del Mali ha annunciato oggi che, “dopo un’analisi approfondita di questa importante questione (del Sahara), che ha un impatto sulla pace e la sicurezza subregionale, la Repubblica del Mali ha deciso oggi di ritirare il riconoscimento della cosiddetta ‘Repubblica Araba Democratica Saharawi'”. Questa posizione è stata espressa in una dichiarazione rilasciata dal governo maliano e pronunciata dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica del Mali, Abdoulaye Diop, a seguito del suo incontro con l’omologo marocchino. Il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all’Estero, Nasser Bourita, si trova in visita a Bamako su alte istruzioni del Re Mohammed VI. Nella stessa dichiarazione, il Mali “sostiene il piano di autonomia proposto dal Marocco come unica base seria e credibile per la risoluzione di questa controversia e considera una vera autonomia sotto la sovranità marocchina come la soluzione più realistica”. Il Mali esprime inoltre “il suo sostegno agli sforzi delle Nazioni Unite e dell’Inviato personale del Segretario generale, nonché alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, in particolare alla risoluzione 2797 (2025), adottata il 31 ottobre 2025”, prosegue il documento. Il ministro maliano ha anche affermato che questa decisione sarà condivisa con le organizzazioni regionali e internazionali di cui il Mali è membro, nonché con il corpo diplomatico accreditato a Bamako.

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Il Kenya sostiene il piano di autonomia del Sahara sotto la sovranità marocchina

Il Kenya ha espresso il proprio sostegno all’autonomia del Sahara occidentale sotto la sovranità marocchina e ha ribadito la propria intenzione di cooperare con gli Stati che condividono la stessa posizione per promuoverne l’attuazione. E’ quanto riferisce l’agenzia marocchina Map, precisando che la posizione è stata espressa in occasione della prima sessione della Commissione congiunta di cooperazione Marocco-Kenya copresieduta a Nairobi dal ministro degli Esteri del Marocco, Nasser Bourita, e dal premier e ministro degli Esteri del Kenya, Musalia Mudavadi.

Nel comunicato congiunto adottato al termine della sessione, il Kenya ha “accolto con favore il crescente consenso internazionale e l’impulso dato dal Re Mohammed VI a favore del piano di autonomia presentato dal Regno del Marocco”, definendo l’autonomia “l’unica soluzione credibile e realistica per risolvere la controversia sul Sahara”.

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Arabia Saudita: interrotte attività in diversi impianti energetici a seguito dei recenti attacchi

Una fonte ufficiale del Ministero dell’Energia dell’Arabia Saudita ha dichiarato che importanti infrastrutture energetiche del Regno sono state recentemente oggetto di molteplici attacchi. Lo riporta l’agenzia di stampa saudita “SPA”. Questi attacchi hanno colpito impianti di produzione, trasporto e raffinazione di petrolio e gas, nonché impianti petrolchimici e il settore elettrico a Riyad, nella Provincia Orientale e nella Città Industriale di Yanbu. Gli attacchi hanno causato la morte di un cittadino saudita addetto alla sicurezza industriale della Saudi Energy Company e il ferimento di altri sette cittadini sauditi che lavoravano per la stessa azienda. Gli attacchi hanno inoltre interrotto diversi processi operativi in ​​infrastrutture chiave del sistema energetico.

Tra questi attacchi, si segnala quello a una stazione di pompaggio del vitale oleodotto Est-Ovest, con una conseguente perdita di circa 700.000 barili al giorno di volume pompato attraverso l’oleodotto, che rappresenta la principale via di approvvigionamento per i mercati globali in questo periodo. Anche l’impianto di raffinazione del petrolio di Manifa è stato preso di mira, con una conseguente riduzione di circa 300.000 barili al giorno (bpd) della sua capacità produttiva. Questo attacco ha fatto seguito a un precedente attacco all’impianto di raffinazione di Khurais, che aveva anch’esso ridotto la sua produzione di 300.000 bpd, portando la capacità produttiva totale del Regno a 600.000 bpd.

Gli attacchi si sono estesi ai principali impianti di raffinazione, tra cui quelli di SATORP a Jubail, la raffineria di Ras Tanura, la raffineria di SAMREF a Yanbu e la raffineria di Riyadh, con un impatto diretto sulle esportazioni di prodotti raffinati verso i mercati globali. Inoltre, si sono verificati incendi presso gli impianti di raffinazione di Ju’aymah, con ripercussioni sulle esportazioni di gas di petrolio liquefatto (GPL) e liquidi di gas naturale.

Il protrarsi di questi attacchi provoca una carenza di approvvigionamenti e rallenta il ritmo della ripresa, con ripercussioni sulla sicurezza degli approvvigionamenti per i paesi beneficiari e un aumento della volatilità dei mercati petroliferi. Ciò ha avuto un impatto negativo sull’economia globale, soprattutto a causa dell’esaurimento di gran parte delle scorte operative e di riserva (di emergenza) a livello mondiale, che ha compromesso la disponibilità di riserve e limitato la capacità di far fronte a questa carenza di approvvigionamenti.

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Sahara: i Paesi Bassi considerano l’autonomia sotto la sovranità marocchina la soluzione più praticabile

Il Ministro degli Affari Esteri del Regno dei Paesi Bassi, Tom Berendsen, intervenendo martedì a Rabat in una conferenza stampa a seguito dell’incontro con il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini all’Estero, Nasser Bourita, ha dichiarato che “i Paesi Bassi considerano l’autonomia effettiva sotto la sovranità marocchina la soluzione più praticabile” alla controversia sul Sahara. Tale posizione è stata inoltre ribadita in un comunicato congiunto diffuso al termine dei colloqui tra Bourita e Berendsen, in visita di lavoro in Marocco il 7 e l’8 aprile. Berendsen ha inoltre riaffermato il sostegno dei Paesi Bassi alla Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nonché agli sforzi dell’Inviato Personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura, volti a “facilitare e condurre negoziati basati sul piano di autonomia proposto dal Marocco, al fine di raggiungere una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile”. Inoltre, secondo il comunicato congiunto, il Ministro degli Affari Esteri del Regno dei Paesi Bassi ha indicato che “i Paesi Bassi agiranno in conformità con la propria posizione, anche a livello diplomatico ed economico, nel rispetto del diritto internazionale”.

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Terrorismo: DGSN fondamentale per risoluzione 2 casi internazionali

La Direzione generale della sicurezza nazionale del Marocco (DGSN) fondamentale nella risoluzione di due casi internazionali di narco‑terrorismo e traffico di armi

La Direzione generale della sicurezza nazionale del Marocco (DGSN) ha svolto un ruolo decisivo nel successo delle indagini statunitensi che hanno portato alla condanna del doppio cittadino libano‑siriano Antoine Kassis per cospirazione narco‑terrorista e al conseguente smantellamento di una rete internazionale di traffico di armi legata al cartello messicano CJNG.

Nel caso Kassis, la DGSN ha fornito informazioni cruciali che hanno consentito alla DEA di dimostrare come il sospetto, sfruttando i suoi contatti alti nel regime siriano di Assad, abbia importato cocaina attraverso il porto di Latakia pagando fino a 10 000 USD al chilogrammo e riciclato oltre 100 milioni di dollari in meno di 18 mesi, fondi poi diretti a gruppi quali il Cartello di Sinaloa e Hamas. La giustizia americana ha pubblicamente riconosciuto che « Il contributo dei servizi DGSN-DGST è stato elogiato… in un caso internazionale che ha portato allo smantellamento di una gigantesca rete narco-terroristica » .

Nel secondo caso, relativo al traffico di armi destinato al cartello CJNG, la DGSN ha collaborato strettamente con le autorità marocchine per l’arresto a Casablanca e l’estradizione negli Stati Uniti del cittadino keniano Elisha Odhiambo Asumo, avvenuta l’11 marzo 2026, e ha contribuito all’individuazione e all’estradizione del bulgaro Peter Dimitrov Mirchev, successivamente processato davanti al tribunale federale della Virginia per cospirazione nel possesso di armi da fuoco e distribuzione di cocaina . L’operazione, sottolineata dai media marocchini, ha « neutralizzato una catena di approvvigionamento per un violento cartello messicano » grazie all’arresto di un sospetto a Casablanca e all’estradizione di diversi complici .

Questi risultati confermano l’impegno della DGSN nella lotta contro il narcoterrorismo e il traffico internazionale di armi, evidenziando la sua capacità di agire da ponte operativo tra le forze dell’ordine marocchine e quelle statunitensi nel contesto dell’Operazione Take Back America.