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MAROCCO: MOHAMMED VI RICEVE PREMIER PER FORMAZIONE NUOVO ESECUTIVO

Il Re del Marocco Mohammed VI, che ha ricevuto oggi al Palazzo Reale di Rabat, Fatima Ezzahra El Mansouri, capo del governo incaricata della formazione del nuovo esecutivo di Rabat dopo le recenti elezioni. Lo riporta l’agenzia di stampa marocchina “Map”. 

Nel corso dell’udienza, la premier ha informato il Re Mohammed VI, delle diverse tappe che il processo di formazione del governo ha già superato.

In questa occasione, il monarca, ha espresso a Fatima Ezzahra El Mansouri i suoi auguri di successo e di piena riuscita nella missione, sottolineando che la prossima fase richiede una mobilitazione globale e un’azione governativa seria e responsabile, data l’ampiezza delle sfide, delle attese e degli impegni sui diversi piani.

L’udienza reale si iscrive nell’ambito delle attribuzioni costituzionali conferite al Re e nella determinazione del Sovrano a garantire il buon funzionamento delle istituzioni costituzionali.Xn8 

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SPAGNA: PRESUNTE IRREGOLARITÀ NEI DOCUMENTI DI PERSONE PROVENIENTI DAI CAMPI DI TINDOUF

Un documento attribuito all’Unità contro le reti di immigrazione e le falsificazioni documentali (Ucrif) della Polizia nazionale spagnola di Ibiza, datato 1° ottobre 2026, segnalerebbe presunte irregolarità nei documenti presentati da persone sahrawi provenienti dai campi di Tindouf, in Algeria. Secondo la ricostruzione fornita, i sospetti riguarderebbero in particolare gli atti utilizzati per attestare la filiazione paterna presso diversi enti e imprese spagnoli.

La comunicazione inviterebbe i soggetti destinatari a prestare particolare attenzione all’autenticità della documentazione proveniente dai campi. La segnalazione viene collegata, nel testo fornito, al dibattito sul progetto spagnolo relativo alla concessione della cittadinanza ai sahrawi e ai possibili rischi di utilizzo di documenti irregolari per ottenere diritti e prestazioni sociali.

La stessa ricostruzione ipotizza un coinvolgimento di reti legate al Fronte Polisario e a suoi intermediari nella produzione, circolazione e utilizzazione di documenti falsificati. Un’ipotesi che, tuttavia, non può essere considerata accertata sulla base degli elementi disponibili, né estesa alla popolazione sahrawi dei campi di Tindouf nel suo complesso.

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Emirati: Benzema acquista case al Mercedes-Benz Places Binghatti City a Dubai

Binghatti ha annunciato che la star mondiale del calcio Karim Benzema ha acquistato diverse unità residenziali all’interno di Mercedes-Benz Places | Binghatti City, inclusa una residenza di lusso nella Vision Iconic Tower, la torre più grande del masterplan. L’annuncio è stato dato durante il grande evento di lancio della Vision Iconic Tower presso la Coca-Cola Arena di Dubai, alla presenza di importanti leader aziendali, investitori di spicco e ospiti VIP.

L’evento ha visto la firma ufficiale dell’accordo tra Karim Benzema e Abdullah Binghatti, Chief Sales Officer di Binghatti, alla presenza di Muhammad Binghatti, Presidente di Binghatti, oltre che di alti funzionari e membri del Consiglio di Amministrazione. L’acquisizione avviene in un momento di forte slancio commerciale per Binghatti, trainato dalla crescente domanda di suoi progetti immobiliari da parte di celebrità globali, investitori internazionali e individui con patrimoni elevati provenienti da tutto il mondo.

La Vision Iconic Tower è la torre più grande all’interno di Mercedes-Benz Places | Binghatti City e uno degli elementi architettonici più distintivi del masterplan. Con i suoi 78 piani, la torre ospita 1.426 unità residenziali – che spaziano da appartamenti con una o più camere da letto fino a suite reali – e 27 spazi commerciali, il tutto su un’area di circa 239.844 piedi quadrati (circa 22.280 metri quadrati).

La torre offre ampie vedute su Dubai, spaziando dal Burj Khalifa al Meydan Racecourse fino a Dubai Creek Harbour. Dispone inoltre di oltre 30 servizi e strutture di livello mondiale, tra cui spicca una piscina a sfioro (Infinity Pool) di 177.328 piedi quadrati (circa 16.474 metri quadrati), con una superficie superiore a quella di una piscina olimpionica. Commentando l’evento, Muhammad Binghatti, Presidente di Binghatti, ha dichiarato: “La decisione della stella del calcio francese Karim Benzema di investire nei progetti immobiliari di Binghatti riflette la posizione raggiunta dall’azienda e la sua capacità di realizzare iniziative capaci di attrarre un’ampia fascia di investitori internazionali e celebrità di spicco.

La nostra ambizione è sempre stata quella di introdurre un approccio distintivo allo sviluppo immobiliare: un modello nato a Dubai ma proiettato verso il mondo, che coniuga design unico, qualità eccellente e partnership con brand globali, conferendo al contempo ai progetti Binghatti un’identità e un valore distintivi sui mercati internazionali”.

Abdullah Binghatti, Chief Sales Officer di Binghatti, ha aggiunto: “Questa acquisizione testimonia la capacità di Binghatti di attrarre nomi di fama mondiale del calibro di Karim Benzema. La sua decisione di acquistare diverse unità residenziali all’interno del complesso Mercedes-Benz Places | Binghatti City – inclusa una residenza presso la Vision Iconic Tower – conferma ulteriormente la forte domanda internazionale per i nostri progetti.

Queste iniziative uniscono proposte immobiliari esclusive, brand di fama mondiale e posizioni strategiche: fattori chiave per gli investitori internazionali alla ricerca di opportunità di alta qualità nel mercato immobiliare di Dubai”.

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Vaticano: delegazione Grande Moschea Roma ricevuta da Papa Leone XIV

Una delegazione del Centro Islamico Culturale d’Italia, noto come la Grande Moschea di Roma, è stata ricevuta oggi in Vaticano da Papa Leone XIV, in occasione dell’udienza generale. É quanto si apprende da una nota pubblicata sul sito ufficiale del Centro islamico della Capitale.

La delegazione, guidata dal segretario generale Abdellah Redouane, con la partecipazione dell’imam Salah Ramadan e del consigliere dottor Mustafa Quaddura, ha partecipato all’iniziativa promossa nell’ambito delle celebrazioni per l’VIII centenario del Transito di San Francesco d’Assisi.

L’incontro si inserisce in un percorso dedicato alla memoria del viaggio di San Francesco d’Assisi in Egitto e del suo storico incontro con il sultano al-Malik al-Kamil, indicato come testimonianza e riferimento per il dialogo tra culture e religioni.

All’evento ha preso parte una delegazione di 29 persone, nell’ambito di un’iniziativa suggerita dall’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto e co-organizzata con il Dicastero per il Dialogo Interreligioso, la Grande Moschea di Roma e la Fondazione Sapienza Mundi.

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Marocco, Fatima Ezzahra El Mansouri incaricata di formare il governo

Re Mohammed VI ha affidato a Fatima Ezzahra El Mansouri l’incarico di formare il nuovo governo marocchino. La designazione della coordinatrice della direzione collegiale del Partito Autenticità e Modernità (Pam) è stata annunciata il 29 settembre dal Ministero della Casa Reale, del Protocollo e della Cancelleria, dopo l’udienza al Palazzo Reale di Rabat.

El Mansouri è la prima donna nominata alla guida dell’esecutivo del Regno. Il conferimento dell’incarico avviene ai sensi dell’articolo 47 della Costituzione, che disciplina la nomina del capo del governo da parte del sovrano.

Dopo l’udienza, la premier incaricata ha dichiarato che intende avviare immediatamente le consultazioni interne al Pam e con le altre forze politiche per proporre una compagine governativa «all’altezza delle aspettative» del sovrano e dei cittadini. Nel suo primo messaggio pubblico ha posto l’accento sulle attese sociali, con un riferimento particolare ai giovani, e sulla definizione di un programma fondato su «soluzioni realistiche e concrete».

Nata a Marrakech nel 1976, avvocata dal 2005, El Mansouri ha un profilo costruito tra amministrazione locale, Parlamento e governo. Ha guidato il Consiglio comunale di Marrakech dal 2009 al 2015 e di nuovo dal 2021. È stata deputata tra il 2011 e il 2021 e ministra dell’Assetto del territorio, dell’Urbanistica, dell’Edilizia abitativa e della Politica della città dal 2021 al 2026.

La sua nomina rafforza il peso politico del Pam e apre una nuova fase nella definizione degli equilibri dell’esecutivo marocchino. La formazione del governo sarà ora il primo banco di prova: El Mansouri dovrà costruire una maggioranza operativa, distribuire i dicasteri e definire le priorità dell’azione di governo in un contesto segnato dalle aspettative su occupazione, politiche abitative, sviluppo territoriale e servizi pubblici.

La scelta assume inoltre una valenza istituzionale. La prima donna alla guida del governo costituisce un ulteriore segnale del progressivo ampliamento della presenza femminile nelle strutture politiche e amministrative del Marocco. Un processo avviato negli ultimi decenni attraverso riforme legislative, una maggiore rappresentanza nelle assemblee elettive e l’accesso di donne marocchine a ruoli di responsabilità nella diplomazia e nell’amministrazione dello Stato.

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Marocco: Mohammed VI condanna attacchi Houthi all’Arabia Saudita

Il re del Marocco Mohammed VI ha inviato due messaggi al Custode delle due Sacre Moschee, re Salman bin Abdulaziz Al Saud, e al principe ereditario Mohammed bin Salman, presidente del Consiglio dei ministri saudita, a seguito delle ripetute aggressioni perpetrate dalle milizie terroristiche Houthi. Lo riporta la stampa marocchina.

Nel messaggio il sovrano di Rabat sottolinea i legami di religione, storia e fraternità che uniscono i due Paesi e le due famiglie reali, esprimendo “grande inquietudine e preoccupazione” di fronte alle “aggressioni ignobili e ripetute” delle milizie Houthi contro l’Arabia Saudita. Gli attacchi hanno colpito installazioni civili ed economiche, infrastrutture vitali, città e zone residenziali, arrivando fino a “tentativi disperati e odiosi” contro i luoghi più sacri dell’Islam, La Mecca e Medina.

Il re Mohammed VI afferma che tali atti non costituiscono soltanto un’aggressione contro il Regno fratello e il suo popolo, ma anche “un’aggressione flagrante contro i sentimenti di più di un miliardo e ottocento milioni di musulmani” e una violazione dei valori islamici di pace, tolleranza e sacralità della vita.

A nome proprio e del popolo marocchino, il sovrano esprime “condanna di questi atti criminali”, di cui le milizie huthi e quanti le sostengono, le finanziano e le armano “portano l’intera responsabilità” davanti a Dio, alla storia e al diritto internazionale.

Il re sottolinea inoltre che “la sicurezza e la stabilità del Regno d’Arabia Saudita, così come quella degli altri Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, è inseparabile dalla sicurezza del Regno del Marocco”. Ogni aggressione contro l’Arabia Saudita è un’aggressione contro il Marocco. Rabat si schiera quindi al fianco di Riyadh contro i pericoli rappresentati dalle milizie terroristiche e separatiste e dalle potenze regionali che le sostengono.

Il proseguimento di queste aggressioni, conclude il messaggio reale, costituisce una “violazione flagrante del diritto internazionale” e delle risoluzioni Onu rilevanti, in particolare la 2216 (2015) e la 2722 (2024), nonché del diritto internazionale umanitario.

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SAHARA: MAURITIUS E GIAMAICA SOSTENGONO L’AUTONOMIA SOTTO SOVRANITÀ MAROCCHINA

La Repubblica di Mauritius e la Giamaica hanno espresso posizioni favorevoli al piano di autonomia sotto sovranità marocchina per il Sahara.

Il ministro degli Esteri, dell’Integrazione regionale e del Commercio internazionale di Mauritius, Dhananjay Ramful, ha dichiarato a New York che l’autonomia sotto sovranità marocchina è “la soluzione più credibile” alla controversia regionale sul Sahara marocchino. La posizione è stata espressa nel corso di colloqui con il ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita, a margine della 81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Lo riporta l’agenzia di stampa marocchina “Map”.

Ramful ha precisato che Mauritius ha rivisto la propria posizione in un recente Consiglio dei ministri, a seguito dell’adozione della risoluzione 2797 del Consiglio di sicurezza. Secondo Port Louis, la risoluzione è “fondata sul pragmatismo” e riconosce che l’autonomia del Sahara sotto la sovranità del Regno del Marocco “offre la soluzione più realistica, più giusta e più duratura”. Questa evoluzione si inserisce nella dinamica impulsata dal re Mohammed VI, che considera l’autonomia sotto sovranità marocchina l’unica soluzione al contenzioso.

Nello stesso contesto, la ministra degli Esteri e del Commercio estero della Giamaica, Kamina Johnson Smith, ha accolto con favore l’adozione della risoluzione 2797 del Consiglio di sicurezza, che esprime “pieno sostegno al Segretario generale dell’Onu e al suo inviato personale per facilitare e condurre i negoziati, prendendo a base il piano marocchino di autonomia, e affermando che una genuina autonomia sotto sovranità marocchina potrebbe essere una delle soluzioni più realizzabili”.

La posizione è stata formalizzata in un comunicato congiunto firmato con Nasser Bourita al termine dei colloqui a margine dei lavori dell’Assemblea generale. Il testo felicita il Marocco per i “sforzi diplomatici volti a ottenere un consenso internazionale e a creare una dinamica a favore del piano di autonomia, sotto la guida del re Mohammed VI”. I due ministri hanno convenuto di proseguire le consultazioni politiche tra Rabat e Kingston e di coordinare le posizioni su questioni di interesse comune.

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SAHARA: IL CILE RICONOSCE LA SOVRANITÀ DEL MAROCCO

Il Cile “sostiene la sovranità del Regno del Marocco sull’insieme del suo territorio, inclusa la regione del Sahara” e “considera la proposta di autonomia presentata dal Marocco nel 2007 come la soluzione politica giusta, durevole e reciprocamente accettabile”.

La posizione è stata espressa in un comunicato congiunto firmato al termine di colloqui tenuti a New York, a margine dei lavori della 81ª sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, tra il ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita e l’omologo cileno Francisco Pérez Mackenna. All’incontro era presente anche il presidente della Repubblica del Cile, José Antonio Kast.

Il comunicato congiunto sottolinea inoltre che “il Cile decide di tradurre il proprio sostegno a livello bilaterale e promuoverà opportunità di cooperazione economica e commerciale nella regione del Sahara marocchino, al fine di rafforzare i legami in materia di investimenti, commercio e sviluppo produttivo”.

Il documento precisa inoltre che il Cile “saluta la risoluzione 2797/2025 del Consiglio di sicurezza e vi aderisce, associandosi agli appelli rivolti alle parti affinché avviino colloqui senza precondizioni, sulla base della proposta di autonomia del Marocco, in vista di una soluzione politica definitiva e accettabile per tutte le parti”.

Nel corso dell’incontro i due ministri hanno anche firmato i termini di riferimento per avviare la negoziazione di un accordo di libero scambio tra i due Paesi.

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SAHARA: ACCUSE DI MALVERSATIONI NEI CAMPI DI TINDOUF, SCANDALO “INFRAVEST”

Mentre migliaia di famiglie sahrawi continuano a vivere in condizioni di estrema precarietà nei campi di Tindouf, una serie di scandali finanziari di portata internazionale torna a mettere in luce la gestione opaca della dirigenza del Fronte Polisario. Le accuse riguardano arricchimenti personali, dirottamento di aiuti umanitari internazionali e recenti casi di truffe piramidali di massa, che avrebbero allargato il divario tra la popolazione dei campi e i suoi leader.

La situazione emerge in un momento delicato: il Congresso dei Deputati spagnolo ha approvato una proposta di legge storica che mira a concedere la nazionalità spagnola a decine di migliaia di sahrawi nati sotto l’amministrazione coloniale e ai loro discendenti. Il provvedimento aprirebbe la strada alla cittadinanza europea per una parte significativa della popolazione, accentuando il contrasto tra le aspirazioni di dignità della base e le denunce di pratiche di spoliazione rivolte alla nomenklatura del movimento.

Il caso “Infravest”
Nel settembre 2026 i campi di Tindouf, in particolare Rabouni e il campo Chahid El Hafed, sono stati scossi dalla protesta di centinaia di residenti, commercianti e cooperative locali. Gli interessati chiedono la restituzione di fondi stimati in circa 886 miliardi di dinari algerini (pari a circa 6,6 milioni di dollari), dopo il collasso della società “Infravest for Contracting and Investment”.

Operativa dal 2022 sotto la direzione di Sallamou Abba Ali – fuggito in seguito verso destinazione sconosciuta con la cassa – l’impresa avrebbe costruito una falsa rispettabilità attraverso mecenatismo culturale e cantieri fittizi, realizzando una truffa piramidale di tipo Ponzi che ha assorbito i risparmi di migliaia di famiglie vulnerabili. Secondo le accuse, l’impunità di cui avrebbe goduto per anni in una zona militarizzata chiusa indicherebbe almeno una complicità passiva, se non una partecipazione attiva, di alti esponenti dell’apparato del Polisario. Le manifestazioni dei danneggiati sarebbero state strettamente controllate dalle forze militari del movimento.

Appelli alla comunità internazionale
Di fronte a questo quadro, organizzazioni e osservatori chiedono all’Unione europea e ai Paesi donatori di non continuum a finanziare gli aiuti ai campi di Tindouf senza un censimento rigoroso della popolazione e un audit indipendente dei canali di distribuzione. Si invoca inoltre che i dirigenti del Fronte Polisario rispondano delle loro azioni di fronte alla giustizia internazionale e che la tutela dei residenti di Tindouf sia posta sotto il controllo diretto delle agenzie delle Nazioni Unite.

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MAROCCO-SPAGNA: IL MINISTERO DEGLI ESTERI MAROCCHINO PRECISA SUI RAPPORTI BILATERALI

Il ministero degli Affari esteri, della Cooperazione africana e dei Marocchini residenti all’estero ha pubblicato un comunicato con precisazioni sugli ultimi sviluppi delle relazioni marocco-spagnole.

Il ministero sottolinea innanzitutto che il Regno del Marocco ha scelto in modo sovrano di iscrivere i rapporti con il Regno di Spagna in una relazione di buon vicinato geografico, di intesa politica, di partenariato economico e di cooperazione in materia di sicurezza. Questa orientazione ha trovato la sua espressione più compiuta nella Dichiarazione congiunta del 7 aprile 2022, al termine dell’incontro tra il Re Mohammed VI e il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez.

La Dichiarazione ha consacrato una nuova tappa nei rapporti, basata sui principi essenziali del rispetto reciproco, della fiducia reciproca, del dialogo permanente e dell’ambizione di un partenariato reciprocamente vantaggioso. Grazie a questo approccio, i due Paesi sono riusciti a coltivare con volontà ciò che li unisce e a circoscrivere le divergenze per affrontarle con serenità e rispetto, lontano da qualsiasi velleità di fatto compiuto.

Risultati tangibili sono stati ottenuti sul piano economico (la Spagna è il primo partner economico del Marocco; il Regno è il secondo partner commerciale della Spagna fuori dall’Unione europea) e nella cooperazione in materia di sicurezza (vite sono state salvate e reti terroristiche e criminali smantellate, spesso al prezzo di danni umani e materiali subiti dalle forze marocchine).

La cooperazione migratoria, prosegue il comunicato, è sempre stata coordinata ed efficiente. Gli eventi spiacevoli di luglio scorso richiedono certamente un esame approfondito per definirne le circostanze, individuare le interferenze, denunciare le manipolazioni e, soprattutto, garantire che non si ripetano.

Lontano da ogni polemica o retorica, il buon senso e il discorso di verità esigono di porsi domande dirette: perché mantenere il requisito contro il Marocco, mentre nessun dato, fatto o rapporto stabilisce una qualunque implicazione delle autorità marocchine? Perché i migranti illegali non vengono respinti, mentre il governo marocchino si è ufficialmente impegnato a riammetterli? Perché i minori non accompagnati sono mantenuti lontano dalle loro famiglie, mentre il Marocco ha chiesto insistentemente il loro ritorno? La risposta a queste domande non va cercata in Marocco, ma presso gli attori spagnoli interessati, afferma il ministero.

Il Marocco deplora che certi ambienti politici e mediatici spagnoli persistano a strumentalizzare il Regno in un’agenda interna, e trova particolarmente affliggente che partiti storici – pur pratici della gestione governativa – siano potuti cadere in questo pantano dove la sovraccarica irragionevole e populista prevale sul buon senso. È altrettanto deplorevole che istituzioni legislative e giudiziarie rispettabili pecchino di iniziative sfortunate che favoriscono l’incomprensione. Le derive in cui il discernimento lascia il posto al semplismo e l’analisi oggettiva al requisito partecipano di una strategia della paura dannosa per tutti.

Il Regno del Marocco rifiuta di essere un fondo di commercio preelettorale e non ammette di essere il capro espiatorio di regolamenti di conti politici. Il vicinato geografico è un dato immutabile. Sono i responsabili politici che, con il loro coraggio e la loro altezza di vista, ne fanno un atout per l’avvenire. La cecità strategica, invece, trasformerà questo capitale in fonte di sfiducia cronica e di tensioni ricorrenti.