Il re del Marocco Mohammed VI ha presieduto ieri sera, al Palazzo reale di Rabat, una riunione di lavoro dedicata alla fase successiva alla conclusione delle attività della Minurso. Lo riferisce un comunicato del Gabinetto reale, ripreso dall’agenzia di stampa “Map”, secondo cui il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ha rinnovato il mandato della missione nella riunione del 30 ottobre 2026.
Nel corso dell’incontro, il sovrano ha richiamato le priorità indicate nel precedente comunicato del 30 ottobre: tutela dell’integrità territoriale del Regno, sicurezza nazionale e tranquillità dei cittadini, in particolare della popolazione delle province meridionali. Mohammed VI ha impartito istruzioni affinché ciascuna autorità, nell’ambito delle proprie competenze, assicuri l’attuazione di queste priorità, la prosecuzione dei programmi di sviluppo e dei progetti infrastrutturali nel territorio e il monitoraggio degli sviluppi del dossier.
Il comunicato ribadisce l’impegno del Marocco a rispettare il cessate il fuoco, precisando che tale orientamento non cambierà con la fine del mandato della missione delle Nazioni Unite. Il Gabinetto reale sostiene inoltre che il contesto in cui la missione era stata istituita e le funzioni originariamente assegnatele siano ormai superati.
Per accompagnare le operazioni di chiusura e ritiro, il sovrano ha incaricato l’Ufficio di coordinamento con la Minurso, dipendente dal ministero dell’Interno, di garantire il raccordo con le Nazioni Unite e agevolare uno svolgimento ordinato delle procedure. Mohammed VI ha inoltre riaffermato il rispetto degli impegni internazionali del Regno e una linea diplomatica fondata sul mantenimento della pace e sulla salvaguardia della sovranità nazionale. Il testo richiama infine il sostegno di Paesi amici alla sovranità marocchina sul Sahara e alla proposta di autonomia, presentata da Rabat come soluzione politica al conflitto.
Alla riunione hanno partecipato Fatima Ezzahra El Mansouri, indicata nel comunicato come capo del governo, il consigliere reale Fouad Ali El Himma, il ministro dell’Interno Abdelouafi Laftit e il generale Mohammed Berrid, ispettore generale delle Forze armate reali e comandante della Zona Sud.